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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Analisi rossazzurra

Catania SSD, verso l'esordio al "Massimino". L'analisi del momento dei rossazzurri

La squadra etnea vuole fare bene per non deludere un'intera città che, tra chi sarà allo stadio e chi vedrà il match in tv, sarà attenta a ciò che accadrà nel secondo turno di Serie D. Con Angelo Lainò abbiamo parlato dei temi di attualità in casa Catania SSD

Dopo la prima gara vincente in campionato a Ragusa, il Catania SSD si prepara a fare il suo esordio tra le mura amiche dello Stadio "Angelo Massimino" contro il San Luca (fischio d'inizio alle 20:30). La squadra etnea vuole fare bene per non deludere un'intera città che, tra chi sarà allo stadio e chi vedrà il match in tv, sarà attenta a ciò che accadrà nel secondo turno di Serie D: l'obiettivo è cercare di non perdersi per strada, ribadire la propria forza e mettere in cascina punti pesanti in vista di una stagione lunga e comunque ricca di insidie dietro l'angolo. Intanto la società resta attenta e sul pezzo, lavorando sulla creazione di un rapporto che sia saldo e proficuo con istituzioni e liberi cittadini. Abbiamo intervistato su diversi temi, nell'ambito di una nuova rubrica di commento e approfondimento delle vincende calcistiche rossazzurre, l'opinionista e dirigente calcistico nonché esponente dell'associazione "Catania Rossazzurra", Angelo Lainò, che ha analizzato anche il primo match in campionato disputato in quel di Ragusa e vinto 2-0 dalla squadra di mister Giovanni Ferraro.

Angelo Lainò-2

Esordio del Catania a Ragusa. La prestazione della squadra ti ha convinto?

"La prestazione mi ha convinto anche se l'allenatore dovrebbe inculcare ancor di più a questi giocatori, tra l'altro parecchi hanno fatto categorie molto più importanti della Serie D, che le partite si chiudono. Sbagliare quei 3/4 gol non è concepibile. Questo non mi è piaciuto. Il Ragusa, considerando il campionato e tralasciando il Catania, è una squadra discreta che fa divertire. Non si è arroccata in difesa aspettando come ha fatto la Sancataldese in Coppa Italia. Si rischiava di mettere in discussione la partita quando già doveva essere chiusa".

Quali gli aspetti tecnico tattici positivi? Su cosa invece si può migliorare?

"A centrocampo c'è stata qualche difficoltà. Nel primo tempo il Ragusa è ripartito, non nella ripresa quando sono state prese le giuste contromisure. Però nei primi 45 minuti gli avversari con quel fraseggio a centrocampo in cui recuperavano palla e andavano avanti hanno creato qualche grattacapo. Avere un portiere giovane comporta questo: si tratta di un ruolo che deve trasmettere, lo sappiamo tutti, tantissima sicurezza. Però capisco che la società ha puntato molto sui portieri giovani pensando ai 4 slot da impiegare nella formazione in campo. D'altronde avendo quella compagine puoi anche rischiare con l'estremo difensore giovane. Qualche uscita poco pulita l'ha fatta ma ci può anche stare e vedo importanti margini di miglioramento".

Competitività in attacco, troppi galli nel pollaio o giusto assortimento?

"Ci sono molti, molti giocatori. E per questo aspetto tutto dipende dall'allenatore, il mister è capace di gestire un gruppo così competitivo. Allenare a Catania significa fare i conti con tutti i calciatori, specialmente quelli arrivati da categorie superiori, che vorrebbero scendere in campo. Quando c'è qualche problemino l'allenatore deve essere capace di saper gestire uno spogliatoio del genere soprattutto con 6/7 attaccanti. Specialmente quando un campionato viene giocato con l'obiettivo di vincere, tutti vorrebbero giocare perché fa piacere e ognuno dopo una settimana di allenamenti vuole mettersi in mostra e farsi applaudire, considerando anche la tifoseria etnea. Mercoledì sera, infatti, ci saranno 10/12mila persone. Quindi a chi non piace prendersi gli applausi o giocare in uno stadio come il Massimino?".

Francesco Lodi ha aperto le danze, segnando una continuità col passato. Quali emozioni da tifoso e catanese?

"Ciccio Lodi è un giocatore che per me fino a oltre 40 anni può giocare. Però dal mio punto di vista avrebbe bisogno di avere accanto due stantuffi che possano coprirgli le spalle, che possano correre per lui, che possano contrastare a centrocampo, cosa che non è nelle sue corde. A Ciccio siamo tutti affezionati e legati quindi che il primo gol sia stato suo è stata una sensazione molto bella".

Un messaggio alla città sia sul Catania SSD sia sul gesto del defibrillatore rubato in piazza Spedini da ignoti.

"La società ha fatto più del massimo. Onestamente non pensavo che potessero fare tutto questo calciomercato. Evidentemente è una squadra, penso che ne siamo tutti convinti, che è stata creata in prospettiva per l'anno prossimo. Perché io credo che in Serie C una batteria di attaccanti come quella che ha il Catania non ce l'ha nemmeno chi lotterà per vincere il campionato di C. Infatti molti giocatori hanno contratto minimo biennale perché chiaramente si pensa che il prossimo anno - senza più il vincolo dei giovani obbligatori - con 3/4 innesti, un portiere d'esperienza, 2 esterni di un certo livello e un altro centrocampista fortissimo ci si giochi la Serie C alla grande. Non per la salvezza ma per tentare di vincere il campionato. Un ringraziamento a questa nuovissima società che è composta da persone preparate, molto serie e non sono sbruffoni come purtroppo eravamo abituati per tanti anni. Fanno molto e parlano poco, questa è una dimostrazione di grandezza, maturità e competenza dei dirigenti in questione.

Io faccio parte della bellissima Catania Rossazzurra, creata dall'avvocato Enzo Ingrassia, e quando è avvenuto il furto del defibrillatore tutti abbiamo deciso di ricomprarlo e donarlo nuovamente alla città. Sperando che questi avvenimenti non si debbano ripetere e non ci debba essere un poliziotto davanti a ogni defibrillatore. Sono dei gesti squallidi. Ogni commento è veramente superfluo. Rubato uno strumento che può salvare la vita a chiunque, anche il parente di uno dei ladri un giorno avrebbe potuto averne bisogno. Questi gesti sono inqualificabili e incommentabili".

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