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Sabato, 22 Giugno 2024
L'intervista

Catania SSD, Pino Rigoli: "La città merita soddisfazioni, l'insidia era calarsi nella categoria"

Intervista di Catania Today all'allenatore modicano Pino Rigoli, tecnico con un passato in rossazzurro in terza serie

Pino Rigoli la città di Catania la conosce bene per aver allenato alle falde dell'Etna, in Serie C, qualche tempo addietro. Adesso per lui una nuova avventura a Modica. Catania Today lo ha intervistato per parlare del campionato giocato dai rossazzurri fino a questo momento, delle ambizioni di una piazza abituata a palcoscenici più prestigiosi e delle insidie che potrebbero sorgere nella seconda metà di stagione in vista del raggiungimento dell'obiettivo dichiarato della promozione tra i professionisti.

In questo periodo per lei una nuova avventura a Modica. Come sta andando? Quali progetti in cantiere?

"Da un paio di settimane lavoriamo di lena e senza fermarci se non nei giorni delle ‘feste comandate’. Abbiamo recuperato qualche acciaccato e stiamo lavorando su schemi di potenziamento atletico grazie al professore Saro Marangio che mi collabora. E mi fa piacere lavorare con Roberto La Malfa, il nostro allenatore dei portieri e con Walter Bocchieri, collaboratore tecnico. Siamo un team affiatato e che sa condividere. C’è entusiasmo e una gran voglia di fare. Ce l’ho io e ce l’hanno i ragazzi. Il progetto è quello di far bene, sino in fondo, non lesinare sforzi e di puntare al massimo. Gli obiettivi li abbiamo ben chiari, in sintonia con la proprietà. Le nostre ambizioni sono importanti e vogliamo fare in modo che si concretizzino la prossima primavera. Ho un legame fortissimo con Modica e con questa avventura che ho iniziato in altra veste e che adesso mi ritrovo a vivere in panchina. Ma non potevo e non volevo tirarmi indietro di fronte a questa sfida".

Parliamo un po' del Catania. Dopo il triste epilogo della scorsa stagione una ripartenza dalla Serie D con una proprietà che si presenta come molto accreditata. Si aspettava quest'entusiasmo in città dopo il fallimento e lo stop all'esercizio provvisorio di qualche mese fa?

"Conosco Catania e conosco la passione smisurata di questa città per la sua squadra. Una passione che non ha serie, non ha categorie e non ha classifica. Non mi ha sorpreso questo affetto infinito della Città per la squadra e per il rossazzurro. Ed è solo destinato a crescere, visti anche i progetti della società e la serietà con cui si sta lavorando. I risultati e l’entusiasmo ritrovato, ne sono la conseguenza".

La Serie D sembra stare stretta all'organico costruito da Laneri e dalla dirigenza. Il salto in Serie C sembra una formalità. Quali insidie potrebbero celarsi in questa seconda metà di stagione?

"Difficile se non impossibile ipotizzare insidie. La vera insidia, era l’impatto con la categoria, le difficoltà della quarta serie, le squadre attrezzate da gente che conosce bene il campionato e con calciatori che la D la ‘masticano’. Ci sta uno scivolone qua e là (come è successo a San Cataldo) ma non vedo davvero alcuna insidia. Anzi, credo che da qui alla fine sarà un monologo rossazzurro come è giusto che sia. Perché il Catania e la serie D sono due entità distantissime e si deve uscire prestissimo per tornare altrettanto presto dove Catania, il Catania e i Catanesi meritano di stare". 

Quale sarà secondo lei la sfida più difficile da affrontare per raggiungere di nuovo la vetta del calcio italiano, rappresentata dalla Serie A? è più semplice o più difficile rispetto al passato (oltre 15 anni fa, quando il Catania riuscì nell'impresa) programmare una scalata - con le giuste risorse economiche tra le mani - fino alla massima serie?

"La sfida più difficile è la continuità. Ma credo che la proprietà del Catania sia la garanzia giusta per ambire al massimo. Non è mai semplice vincere i campionati ma se hai programmazione, pianificazione, obiettivi chiari, scelte lungimiranti e risorse economiche da investire nel progetto con intelligenza, nulla può ostacolare la voglia di rivedere il Catania nel ‘paradiso’ del calcio nazionale e rivedere a Catania il calcio che conta. Più facile di 15 e più anni fa? Non lo so ma sicuramente è più che possibile rivivere quelle gioie. Anzi, è sicuro!"

Se ha seguito il campionato del Catania fino ad ora, cosa l'ha colpita in positivo e cosa invece dal suo punto di vista potrebbe essere migliorato nella squadra?

"Come si fa a dire cosa c’è da migliorare in una macchina schiacciasassi come il Catania di quest’anno? Piuttosto, mi ha favorevolmente colpito l’impatto sul campionato e la capacità di tecnico e calciatori di calarsi nella realtà della quarta serie. Gente come Lodi, ad esempio, ha subito capito che fare e come farlo. E non è un caso che sia stata sua la firma sul primo gol della stagione. Tecnico e calciatori hanno mostrato intelligenza, una giusta dose di umiltà. E poi la proprietà, l’assetto societario hanno fatto il resto, creando il connubio di questa bellissima stagione. E se a tutto questo aggiungi Catania e i Catanesi… Beh, mi fa proprio piacere vedere come da ceneri che sembravano davvero grevi, sia rinato il calcio a Catania. E non finirà qui. Anzi, è appena cominciata!"

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