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Caso Catania, il giorno del processo: 5 anni di Daspo a Pulvirenti e Cosentino

Per Fernando Antonio Arbotti, Daniele Delli Carri, Piero Di Luzio, Giovanni Luca Impellizzeri, Fabrizio Milozzi, tuttora sottoposti agli arresti domiciliari, è stato dato "l'avvio del procedimento amministrativo". Antonio Pulvirenti potrà comunque recarsi a Torre del grifo e prendere parte agli allenamenti della sua squadra

Il Questore di Catania, a seguito delle vicissitudini giudiziarie che hanno visto protagonisti, a vario titolo, i vertici della società Calcio Catania nonché numerosi altri personaggi tutti orbitanti nel mondo del calcio, ha adottato il provvedimento di “Divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive” a carico di Antonino Pulvirenti e Pablo Gustavo Cosentino, rispettivamente Presidente ed Amministratore delegato del Calcio Catania. E' quanto si legge nella nota della Questura che fa seguito al processo di questa mattina. Il patron Antonio Pulvirenti potrà comunque recarsi a Torre del grifo e prendere parte agli allenamenti della sua squadra, recandosi presso i suoi uffici che sono posti in prossimità degli impianti sportivi.

LIVE DA ROMA: SI CHIUDE IL PROCESSO SPORTIVO

Per quanto riguarda Fernando Antonio Arbotti, Daniele Delli Carri, Piero Di Luzio, Giovanni Luca Impellizzeri, Fabrizio Milozzi, tuttora sottoposti agli arresti domiciliari, è stato dato “l’avvio del procedimento amministrativo”, propedeutico all’emissione di analogo provvedimento di Daspo (VIDEO) .

"Il provvedimento interdittivo trova pieno fondamento nel reato di associazione per delinquere finalizzata alle frodi sportive, reato contestato dalla locale Procura della Repubblica, ed introdotto dall’art. 2 del D.L. 119/2014 che, nello specifico, modifica per l’appunto l’art. 6 comma 1 della L. 401/89 (norma di carattere generale che consente al Questore l’emissione del provvedimento del Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive), con il seguente inciso: “… nei confronti delle persone che risultano denunciate o condannate anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi cinque anni per … uno dei delitti contro l’ordine pubblico … di cui al libro II, titolo V …” (ambito normativo che compendia la fattispecie di cui all’art. 416 C.P.)", si legge nella nota.

"Giova evidenziare che a seguito dei predetti fatti giudiziari che hanno coinvolto, come detto, oltre a Pulvirenti Antonino, anche i vertici della Società Calcio Catania, si è registrato a livello mediatico nonché sul web, un imponente e preoccupante coinvolgimento di persone, sfociato finanche, in data 20.06.2015, in una manifestazione/corteo di protesta, che ha visto sfilare per le vie del centro della città circa 2500 persone, inneggianti vibranti cori di disappunto contro Pulvirenti ed altri dirigenti del Calcio Catania coinvolti nella suddetta vicenda giudiziaria. Proprio alla luce del diffuso malcontento registrato in seno alla tifoseria locale, si ritiene che la semplice presenza di Antonino Pulvirenti, negli impianti sportivi ove si esibisce la squadra del Catania Calcio, possa rappresentare un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica di quei luoghi, pertanto, al fine anche di preservare Pulvirenti e Cosentino, nonché tutti gli altri soggetti coinvolti nella nota vicenda giudiziaria, da concreti rischi per la propria incolumità che il Questore ha adottato siffatto provvedimento".

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