Catania, dal paradiso all'inferno: le tappe salienti del cammino

Gli addetti ai lavori lo avevano annunciato come il Catania più forte di sempre. I fatti hanno consacrato la squadra peggiore degli ultimi anni. La caduta libera dei rossoazzurri ha dell'incredibile. Negli occhi dei tifosi, infatti, scorrono ancora le immagini dello scorso campionato

Gli addetti ai lavori lo avevano annunciato come il Catania più forte di sempre. I fatti hanno consacrato la squadra peggiore degli ultimi anni. La caduta libera dei rossoazzurri ha dell'incredibile. Negli occhi dei tifosi, infatti, scorrono ancora le immagini salienti di un ottavo posto storico, conquistato a suon di gol nella passata stagione.

Ma cosa è successo dopo? Perchè il buio totale? La notizia di ieri dell'esonero di Maran, il secondo nel corso della stagione, accende i riflettori sulla questione identitaria della squadra. Nel corso del campionato nè Maran, nè De Canio, sono riusciti infatti a dare un'impronta netta e solida al sistema di gioco degli etnei. Risultato? Peggiore attacco della serie A e difesa spauracchio per gli amanti del tatticismo.

Resta però aperta la ferita del mercato estivo. Le cessioni di Lodi, Gomez e Marchese hanno minato le fondamenta di una macchina, fino a quel momento, quasi perfetta. Monzon, Tachtsidis e Leto, per quest'ultimo complice una condizione fisica non perfetta, non sono mai stati all'altezza della situazione. Peruzzi, giocatore interessante, soprattutto in prospettiva, è riuscito a dare un contributo significativo soltanto a stagione in corso, dopo aver smaltito i postumi di un grave infortunio. Male invece Guarente, esperimento decisamente negativo, non utile nel dare geometrie concrete in mezzo al campo. Nodo cruciale, di certo non secondario, il tanto agognato ruolo di vice-Bergessio, mai avuto all'interno della rosa, nemmeno a conclusione del mercato invernale.

Ampio capitolo deve essere infine dedicato al tema infortuni. Difficile spiegare razionalmente le cause della condizione fisica precaria che ha colpito molti elementi chiave della squadra. Pulvirenti ha puntato il dito contro la preparazione atletica svolta dallo staff tecnico, ma in questi casi particolari sembra opportuno imprecare anche contro la "cattiva sorte". Tra tutti spicca la condizione di Almiron, quasi mai disponibile nel corso del campionato. Il resto dei giocatori ha invece avuto problemi in diversi periodi dell'anno.

Noie iniziali per Leto, non al meglio nella fase inziale della stagione. Infortunio occorso a Plasil proprio nel momento di forma migliore del centrocampista ceco, vero trascinatore della squadra nella fase primordiale del campionato. Condizioni precarie anche per Bergessio, che rimedia persino la frattura del perone a causa di uno scellerato intervento compiuto da Chiellini, nella sfida dello Juventus Stadium contro i bianconeri. Tanti sono stati anche i piccoli infortuni, che hanno colpito tutti, quasi nessuno immune. Dal capitano Izco, a Bellusci, fino ad arrivare a Castro, infortunatosi proprio nel rush finale.

Tutti questi fattori, nel bene, ma soprattutto nel male, hanno segnato una stagione di stenti, fatiche e delusioni. Tanto che il cammino del Catania può essere ribattezzato come una discesa verso l'Inferno. E Dante avrebbe di certo collocato qui, oggi, i protagonisti di una stagione incolore.

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