Cessione Calcio Catania e matricola: procedura competitiva all'orizzonte?

Finaria ha 5 giorni per scrivere una relazione in merito all'offerta presentata dalla Sigi. L'indirizzo attuale sarebbe quello di optare per un primo rifiuto. Ma quale sarà la posizione dei commissari? Verrà ritenuta l'offerta congrua o verrà avallata la linea di Astorina per l'apertura di una procedura competitiva con altri eventuali competitor?

La redazione di CataniaToday aveva tracciato nella mattinata di ieri la strada che porta verso una possibile asta per la vendita del Calcio Catania, strada che dopo le decisioni del Tribunale resta quella più plausibile. Sempre nella nostra ricostruzione avevamo legato a stretto giro Finaria e il Calcio Catania nell'ottica del concordato preventivo in bianco. 

Potrebbero cambiare adesso i tempi legati al futuro del club rossazzurro: è stata sospesa infatti l'istanza di fallimento presentata dalla Procura e il conseguente termine perentorio del 9 giugno. E' stato invece giudicato ammissibile il concordato preventivo in bianco presentato dal Calcio Catania, una soluzione che porterebbe ad una dilatazione dei tempi, si parla infatti di 60 giorni dal momento in cui viene accettata la procedura. Dal momento in cui viene accettata, precisiamo: al momento è stato solo ammesso, non è stata ancora aperta la procedura di concordato. Tempi che vanno comunque valutati anche alla luce della possibile ripresa del campionato di serie C. Qui pesa come una spada di Damocle la messa in mora della società da parte dei calciatori. Ma facciamo ordine e chiarezza.

La procedura di concordato preventivo in bianco, che è stata giudicata ammissibile, darebbe al Calcio Catania un tempo di 60 giorni per presentare un possibile piano di rientro. Un tempo più breve rispetto ai 120 giorni concessi a Finaria che aveva a sua volta presentato la propria richiesta di concordato preventivo in bianco lo scorso 23 marzo e ha ancora tempo fino a luglio per stilare il suo piano di rientro con i creditori. Ricordiamo che la richiesta di concordato "preventivo" in bianco è uno strumento che la legge mette a disposizione appunto per prevenire la più grave procedura fallimentare e tutelare i creditori.

Il cda del Catania, come anticipato dalla nostra redazione sempre nella giornata di ieri, non decade, e al momento si abbandona la pista che era stata tracciata dall'istanza presentata dalla Procura. Astorina resta presidente del Calcio Catania, ma subentrano adesso due commissari giudiziari, iter previsto in caso di procedura di concordato in bianco. Queste nuove figure, che vanno a colmare i posti lasciati vacanti all'interno del cda rossazzurro dopo le dimissioni di Giuseppe Di Natale e Ignazio Scuderi, avranno il compito di vigilare in questa fase, monitorando l'attività gestoria, proprio come avvenuto per Finaria con la nomina dell'avvocato Alessandra Leggio e il dottore commercialista Niccolò Notarbartolo.

Il Tribunale ha inoltre deciso di concedere tempo a Finaria che avrà adesso 5 giorni a disposizione per fornire una relazione al Tribunale in merito all'offerta avanzata da Sigi. Non è infatti, quello dei 5 giorni giorni, un termine di scadenza della trattativa. Andranno forniti dettagli su onorabilità, consistenza economica e piano industriale del gruppo interessato all'acquisto del Catania e il Tribunale indicherà in seguito la strada da seguire dopo attenta valutazione.

Quale strada potrebbe aprirsi dopo questo termine dei 5 giorni? Finaria potrebbe accettare l'offerta, soprattutto se ritenuta congrua dal tribunale. La relazione che il presidente Astorina dovrà scrivere infatti sarà da redigere in concerto con i commissari nominati dal tribunale. Stando a quanto dichiarato dallo stesso Astorina a Unica Sport l'indirizzo attuale potrebbe essere quello di optare per un primo rifiuto. Ma quale sarà la posizione dei commissari? Verrà avallata la linea di Astorina per l'apertura di una procedura competitiva con altri competitor oltre a Sigi? L'altra strada infatti è quella relativa ad un'altra ipotesi, con il Tribunale che potrebbe dare vita ad una procedura competitiva concorsuale, una vera e propria asta per la vendita del Calcio Catania, procedura che porterebbe ad un ulteriore dilatarsi dei tempi. Ricordiamo infatti che dalla vendita del Calcio Catania dipendono anche le sorti di Finaria, che a sua volta per vedere accettata la propria procedura di concordato preventivo in bianco dovrebbe ricavare quanta più liquidità possibile dalla cessione di uno dei suoi asset, ovvero il Calcio Catania stesso.  Allo stesso modo il destino del Calcio Catania è legato a stretto giro alle sorti di Finaria. In caso di fallimento della "casa madre" del club rossazzurro, le sorti della matricola infatti sarebbero definitivamente compromesse. 

Stando a quanto raccolto dalla nostra redazione, in caso di asta competitiva con eventuali altri acquirenti e competitor, la Sigi si farebbe trovare pronta rilanciando e alzando l'attuale offerta, che ricordiamo ammonta attualmente ad un milione e un euro, cifra dal forte sapore simbolico e provocatorio e legata alla valutazione che il gruppo interessato fa del Calcio Catania, attanagliato da una delicatissima situazione debitoria.

Quali possono essere altre strategie alternative o strade percorribili da Finaria per tentare una ricapitalizzazione dopo questo ulteriore tempo concesso dal Tribunale? Una possibile soluzione potrebbe portare a scorporare Torre del Grifo e tentarne la vendita, per ottenere liquidità utile in ottica concordato in bianco relativo a Finaria, e vendere poi successivamente il Calcio Catania. Una soluzione che dovrebbe essere trovata ma in poco tempo, sarebbero adesso 60 i giorni, dopo l'inizio del periodo di concordato preventivo in bianco relativo al Calcio Catania. Questo senza considerare che, in questo arco di tempo, qualora dovesse ricominciare la serie C, si dovrebbero mettere in regola tutti gli stipendi e dopo la messa in mora dei giocatori alla società il quadro all'orizzonte è tutt'altro che confortante. Torre del Grifo ad oggi non ha inoltre riaperto, a differenza di altre palestre, e stando a quanto raccolto dalla nostra redazione non avrebbe allo stato attuale nemmeno la luce nell'impianto. 

La matassa resta ancora difficile da sbrogliare, con i percorsi di vita di Finaria e Calcio Catania legati a stretto giro, e la corsa contro il tempo per salvare la matricola resta sfrenata. Quelli che sono i tempi del diritto fallimentare infatti mal si conciliano con i tempi sportivi e l'urgenza di salvare la matricola 11700.

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