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Catania, doccia fredda e poche occasioni create: decidono gli episodi

Finisce 2-0 per il Chievo. Brutta battuta d'arresto per i rossazzurri che piombano inesorabilmente al penultimo posto in classifica. Quali le colpe? Sicuramente il poco mordente in fase offensiva. Dubbi alcuni episodi arbitrali nel corso della gara

Basta poco per tornare con i piedi per terra. Basta un risultato pesante come quello rimediato oggi in casa del Chievo per ripiombare al penultimo posto. Tutto in novanta minuti e torna la paura in casa rossazzurra. Quali le colpe? Sicuramente l'assenza di mordente in fase offensiva. L'assenza di Barrientos ha pesato e non poco. Fedato e Boateng, entrati per dare una marcia in più, non hanno inciso a dovere. Non ottimale anche la prova del tecnico di gara Orsato. Dubbio il rigore fischiato al Chievo, anche se rivedendo le immagini può starci. In altre valutazioni, come in occasione del fallo subito da Castro, da rivedere. Ma sarebbe troppo poco appigliarsi a questi episodi: il Catania ha tanto da rimproverarsi. Il Genoa ora è alle porte e la classifica non permette più errori.

LE PAGELLE

NOIA SPEZZATA NEL FINALE. Tiene in mano il pallino del gioco il Catania, soprattutto nei minuti iniziali. Resta però bloccata la gara: vince la paura di perdere nelle prime battute. La posta in palio, vista la situazione di classifica, impone un clima serrato nei primi minuti del match. Piano piano però i rossazzurri perdono autorità nell'impostazione del gioco.

Arriva al minuto 23' così la prima palla-gol per i padroni di casa, dopo che Spolli si fa aggirare da Paloschi. Le vere prodezze le compiono gli estremi difensori, prima ci pensa Andujar a salvare il risultato, poi Agazzi a chiudere lo specchio della porta a Bergessio. Nel finale di tempo però vede un Chievo in crescendo. Ma solo un episodio sciagurato può sbloccare una partita tirata. Ci pensa allora Alvarez, che ingenuamente colpisce con la mano un tiro sporco dei clivensi: Thereau insacca e il Catania si mangia le mani.

DOCCIA FREDDA. Timidi accenni di reazione per i rossazzurri. Soprattutto su calcio piazzato, grazie alla parabole sempre pericolose di Lodi. Ma è davvero poca la mole di gioco espressa per poter impensierire un Chievo abbottonato e chiuso nella propria metà campo. Dopo aver ottenuto il vantaggio nel finale del primo tempo la partita si mette infatti in discesa per il Chievo, che riparte in contropiede a discapito di un Catania poco pungente negli ultimi metri.

Gli ingressi di Fedato e Boateng servono solo a riempire i dati del tabellino: nient'altro. Ci pensa Rigoni d testa a dare il colpo del ko ad un Catania tramortito. Restano da valutare le decisioni prese dal signor Orsato, ma sarebbe forse troppo poco agrapparsi a questo? Sicuramente serve qualcosa in più per produrre palle gol. E il Genoa è alle porte.

Chievo (4-3-1-2): Agazzi; Frey, Dainelli, Cesar, Dramè; Guana(Bernardini 73's.t.), Rigoni(Radovanovic 79's.t.), Guarente; Hetemaj; Thereau(Stoian 53's.t.), Paloschi

Catania (4-3-3): Andujar; Peruzzi, Bellusci, Spolli, Alvarez; Izco, Lodi, Rinaudo(Plasil 64's.t.); Keko(Fedato 61's.t.), Bergessio, Castro

Ammoniti: Rinaudo, Frey, Bergessio, Rigoni, Guana
Espulsi: Sardo

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