Pulvirenti torna a parlare: "Debito ristrutturato, pronto rilancio"

"Il Catania oggi è vivo e vegeto". Analizza così Pulvirenti lo stato di salute del club rossazzurro: lo sguardo proiettato al futuro, da costruire con l'amministratore delegato Lo Monaco. Anche alcuni retroscena del recente passato nella conferenza odierna

Torna a parlare dopo due anni Pulvirenti. Il suo sguardo proiettato al futuro del Catania, ma anche al presente: "Il Catania oggi è vivo e vegeto. Sentivo il bisogno di parlare e dire alcune cose. Giovedì scorso si è chiuso l'iter Finaria con l'emissione di un bond che è stato sottoscritto: è andato così a buon fine il piano di ristrutturazione societario che era stato pianificato da tempo. Il gruppo ha ristrutturato il debito e può pensare ad un rilancio di tutte le attività compreso il Catania".

Non mancano i riferimenti al passato e a quello che il proprietario del club giudica il suo più grande errore: "Cosentino entra nel Catania nell'anno di Gasparin. Dico a Gasparin di occuparsi della parte amministrativa della società e che voglio affiancargli un uomo che si occupa del mercato. Lui non accetta perchè voleva occuparsi anche della parte tecnica. Da qui una serie di nomine interne per coprire il ruolo di amministratore delegato e poi l'arrivo di Cosentino".

La vicenda "Treni del gol" cambia gli scenari del Catania e catapulta la squadra nel baratro. Pulvirenti torna a quel momento e svela altri retroscena, precisando anche alcune sue precedenti dichiarazioni: "Cosentino sarebbe rimasto a fare l'amministratore delegato anche senza quello successo dopo. Chiedo scusa oggi ai tifosi per aver detto di essere stato indotto dalle pressioni della tifoseria, non era il mio pensiero, ma l'ho detto"

La squadra oggi è ancora di proprietà di Finaria. Nei mesi passati si sono rincorse tante le voci sulla possibile cessione del club: la più concreta quella relativa alla pista Vergara. Cessione che la società, come ribadito, non ha mai escluso: "Non c'è stato nessuno in realtà che ha fatto offerte per il Catania, se fosse arrivata la persona giusta il Catania sarebbe stato venduto - spiega il patron etneo - Intanto noi abbiamo ristrutturato il debito con le banche, abbiamo pagato tutto il concordato WindJet, pagati 21 milioni, ne rimane uno da pagare nel 2018".

Torre del Grifo continua ad essere il fiore all'occhiello di una società che sul campo è costretta oggi a giocare la Lega Pro. "Non si scinde questo patrimonio dalla squadra, il Catania e Torre del Grifo sono la stessa cosa" precisa Lo Monaco, presente insieme a Pulvirenti in sala conferenze. L'attuale amministratore delegato avrà il compito di riportare il Catania ai fasti del passato:  "Grazie al lavoro del direttore e risorse messe dal gruppo possiamo oggi guardare al futuro con un certo ottimismo - spiega Pulvirenti - la mia idea è quella di tornare in serie a"

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Abbandonata invece al momento la pista che porta al nuovo stadio: "Il Catania ha perso i diritti su quel terreno che aveva"

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