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Sigi-Tacopina e quel film già visto: la storia si ripete dopo un anno?

Un tuffo nel passato figlio delle modalità e delle fasi che vive la trattativa per il passaggio di consegne del Calcio Catania. Un viaggio a ritroso fino ad arrivare al parallelismo con la trattativa tra la stessa Sigi, ai primi tempi ancora Comitato, e Finaria

La settimana del botta e risposta tra Tacopina e Sigi riporta indietro nel tempo. Un tuffo nel passato figlio delle modalità e delle fasi che vive la trattativa per il passaggio di consegne del Calcio Catania. Un viaggio a ritroso fino ad arrivare al parallelismo con la trattativa tra la stessa Sigi, ai primi tempi ancora Comitato, e Finaria, holding controllante del Calcio Catania ai tempi della gestione Pulvirenti.

Le parole del comunicato Sigi dei giorni scorsi, tra cui la richiesta di “evidenza fondi” e l’apertura a nuove “manifestazioni di interesse”, sintonizzano le menti all’estenuante trattativa conclusasi poi con l’intervento del Tribunale. La richiesta di un’evidenza fondi e la sbandierata possibilità di accordo con altri possibili acquirenti o soci rievocano quei momenti, contraddistinti dal riemergere di possibili piani alternativi da parte della proprietà. L’arrivo dei texani, o dei piani a o b, si rivelarono però dei veri e propri bluff.

Anche nelle tempistiche quella trattativa visse una frenata brusca prima dell’accelerata finale. Trattativa estenuante che vide in quel caso l’intervento del Tribunale, vero e proprio regista di una salvezza della matricola che sembrava impossibile di fronte ad una mole debitoria di proporzioni gigantesche, allo spettro del fallimento di Finaria e ai tempi stretti per dare vita ad una procedura competitiva, vero e proprio miracolo giurisprudenziale realizzato dal Tribunale etneo.

La storia sembra ripetersi anche nell’ambito della trattattiva Sigi con Tacopina. Si ripetono nello specifico i tempi stringenti dettati dalle scadenze imminenti e le modalità della trattativa, contraddistinta da ostacoli e frenate in questa fase. Rispetto ad un anno fa il lavoro di ristrutturazione dei debiti consegna un Catania più in salute. Restano invece le paure dei tifosi da un lato e la corsa ad un tatticismo già visto dall’altro.

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