Un siciliano su due beve acqua del rubinetto trattata e non.

AQUA ITALIA (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad ANIMA - Confindustria), presenta i dati della nuova ricerca CRA 2012 relativa alla “propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non, in Sicilia.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

 

AQUA ITALIA dal 2006, ogni due anni, svolge periodicamente una fotografia del consumo dell'acqua del sindaco in Sicilia al fine di creare sul territorio una cultura dell'acqua sempre più consapevole. La ricerca CRA Nielsen edizione 2012 ha quotato la propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non al 50,4%.

 

Di questi, il 29,4% degli intervistati dichiara di bere l'acqua del sindaco sempre o quasi mentre il 15,4% la beve occasionalmente e il 5,6% la beve raramente. I principali motivi per cui preferiscono l'acqua a km zero sono i maggiori controlli rispetto alla cugina in bottiglia (22,2%) seguita dal minor costo (21,6%) e il gusto (18,7%).

 

In particolare poi, il 9,2% degli intervistati dichiara di avere almeno un dispositivo di trattamento dell'acqua nella propria abitazione. La tipologia più gettonata è l'osmosi inversa, scelta dal 4,5% degli intervistati seguita dagli apparecchi con filtro per l'eliminazione del cloro che conquistano il 2,7% delle preferenze e dalle caraffe filtranti che si attestano al 2%. Nel dettaglio, il 41,3% di chi possiede un sistema di affinaggio dell'acqua ha sottoscritto un abbonamento di manutenzione periodica e solo il 10,6% non conosce l'esistenza di questa opportunità.

 

Infine, si è indagato sul fenomeno dei Chioschi dell'Acqua, l'evoluzione delle antiche fontanelle che oggi erogano, a seconda della tipologia, acqua refrigerata, gasata o filtrata. Usa o userebbe il servizio (qualora lo proponesse il comune di riferimento) il 47,5% degli intervistati mentre tra i residenti in comuni che non hanno proposto il servizio, solo il 18,9% degli intervistati in caso di attivazione non aderirebbe ugualmente.

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