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Domenica, 27 Novembre 2022

Gps sotto le auto delle vittime per svaligiare le loro case indisturbati: sgominata banda di ladri

Singolare il metodo usato per agire in tutta sicurezza: la potenziali vittime erano individuate in parcheggi di ospedali e supermercati. Rovistando nell'auto, i ladri individuavano le chiavi e facevano in pochissimo tempo una copia, piazzando un gps per poter essere sicuri che nessuno fosse in casa al momento del furto

I Carabinieri della Compagnia di Catania I carabinieri della compagnia di piazza Dante hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal Gip del tribunale di Catania, nei confronti di tre catanesi di 32, 55 e 59anni, tutti accusati di far parte di un'associazione per delinquere specializzata nei furti in abitazione. Il provvedimento cautelare è stato emesso al termine di complesse indagini, anche di natura tecnica, avviate dopo un furto in abitazione consumato a Catania nell’agosto del 2020. I carabinieri della stazione di piazza Verga hanno cominciato suibito la loro indagine dall'esame delle immagini dell’impianto di videosorveglianza presente all’interno dell’appartamento,riuscendo ad identificare gli autori del reato. I tre ladri, dopo aver scassinato la cassaforte con la fiamma ossidrica, avevano rubato gioielli per un valore di quasi 100mila euro. L’attività investigativa, successivamente proseguita dai militari del nucleo operativo di piazza Dante, ha permesso di far luce sul modus operandi del gruppo criminale.

Le vittime "agganciate" nei parcheggi di ospedali e supermercati

La mente della banda era il 55enne, che individuava le vittime nei parcheggi dei supermercati e degli ospedali. Queste ultime venivano poi seguite da uno dei complici, per accertarsi in tempo reale di un eventuale loro ritorno all’auto, che intanto veniva rovistata dagli altri due complici al fine di ricercare le chiavi dell’abitazione di cui erano in grado di riprodurre un duplicato in pochissimo tempo.

Gps nelle auto per accertarsi che nessuno fosse in casa

Il gruppo effettuava un vero e proprio studio delle abitudini delle vittime, che venivano pedinate anche con sistemi gps installati nelle loro vetture. In assoluta tranquillità ed approfittando della loro assenza, si introducevano nelle abitazioni usando il duplicato delle chiavi già acquisito e riuscendo anche a scassinare le casseforti con l’utilizzo di una fiamma ossidrica.

Bottino da 230mila euro

Le indagini hanno consentito di ricostruire sei furti in abitazione ed uno tentato, che hanno fruttato alla banda un bottino stimato di circa 230.000 euro. La loro attività è stata interrotta grazie all’arresto in flagranza dei tre indagati, messo in atto dai carabinieri durante un ennesimo furto in un appartamento di San Gregorio. In quell’occasione, i militari hanno rinvenuto numerosi oggetti preziosi, denaro, arnesi da scasso, una fiamma ossidrica con relative bombole di gas, mazzi di chiavi, una pistola, un disturbatore di frequenza per inibire l’avviso telefonico dell’impianto antifurto, vari telecomandi e quattro targhe contraffatte.

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