Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Bomba ad orologeria al Garibaldi, l'attentatore è un ex dipendente dell'ospedale | VIDEO

La polizia di Stato ha arrestato Alessandro Ferrari, accusato di aver fabbricato e portato presso il Garibaldi vecchio un ordigno tipo incendiario composto da 17 flaconi di plastica contenenti benzina e collegati ad un timer

 

 La mattina del 9 luglio scorso, gli agenti sono stati allertati da una segnalazione relativa al rinvenimento di una bomba, lasciata in una stanza in cui sono installati i server, ubicata al primo piano della “palazzina Ced”.

Gli agenti della squadra mobile e gli artificieri, hanno constatato che il vetro di una porta-finestra (accessibile da una terrazza) era stato infranto ed al suo interno c'era l'ordigno collegato ad un filo elettrico e ad un timer, collegato a sua volta ad una prolunga elettrica la cui spina, già inserita in una presa, era poggiata per terra. All’interno della stanza, dislocati in corrispondenza dei server, c'erano 15 flaconi di plastica ed una bottiglia da 1,5 litri, tutti contenenti liquido infiammabile. All’interno della sala, in prossimità della porta finestra,è stata rinvenuta e sequestrata una pietra utilizzata per infrangere il vetro.

L’immobile è stato immediatamente messo in sicurezza dagli artificieri e l’ordigno è stato sequestrato e repertato dagli uomini della scientifica. Analizzando le telecamere di video-sorveglianza del presidio ospedaliero, è stato possibile individuare il responsabile, che aveva presumibilmente rubato il badge per l’accesso ai locali della palazzina ad una impiegata ed un computer all’interno della sala server. Ferrari, addetto all’ufficio sistemi informatici, che lavorava proprio presso la sala server, era stato licenziato proprio alcuni giorni prima: questo il probabile movente della sua azione scellerata, che ha messo in pericolo i pazienti ed il personale dell'ospedale. Si trova ora agli arresti domiciliari, come stabilito dal gip del tribunale etneo.

Potrebbe Interessarti

Torna su
CataniaToday è in caricamento