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In una famiglia di quattro persone tutti percepivano il reddito di cittadinanza | Video

Il tenente colonnello Giuseppe Battaglia, comandante della compagnia carabinieri di Catania Fontanarossa, spiega i dettagli dell'indagine che ha portato alla denuncia di 389 persone per indebita percezione del reddito di cittadinanza

Emblematico è stato il caso di una famiglia di quattro persone: ognuno di loro ha presentato singola richiesta di reddito di cittadinanza, omettendo di dichiarare la vera composizione del nucleo familiare. Risultando formalmente "da soli" a casa, erano riusciti ad accaparrarsi, dal 2020 al 2022, una somma complessiva di oltre 18mila euro. “Nella maggior parte di casi, il richiedente del reddito di cittadinanza dichiarava falsamente di essere l’unico componente del nucleo familiare e questo, a volte, per potere egli stesso il beneficio senza averne alcun titolo, in quanto convivente con familiare lavoratore. In altri casi, invece, per consentire agli altri componenti senza lavoro, di produrre autonome istanze e ottenere il medesimo beneficio, che veniva concesso dall’Inps sulla base delle dichiarazioni fornite. Sono state riscontrate anche delle residenze fittizie, come nel caso di alcuni cittadini di nazionalità romena che avevano indicato tutti quanti lo stesso indirizzo verso il quale non avevano mai soggiornato. Sono stati anche accertati indirizzi corrispondenti ad aree di aperta cmapagna e di campi nomadi e di un caso in una sede di in istituto penitenziario. Tra i beneficiari del reddito di cittadinanza anche persone sottoposte agli arresti domiciliari che avevano omesso di dichiarare il loro status incompatibile con l’assegno, lavoratori in nero e cittadini stranieri che avevano dichiarato falsamente di risiedere in Italia da più di 10 anni”.

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