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Lunedì, 29 Novembre 2021

Presentata la campagna "Questo non è amore": si punta sulla riabilitazione per far diminuire i casi di violenza

Quotidianamente in Italia decine di donne sono vittime di reati di genere, con una media di 89 casi al giorno, secondo i dati sulle segnalazioni raccolte dalle divisioni anticrimine delle questure. La polizia di Stato punta sulla prevenzione per mitigare questo trend, inserendo tra le priorità anche la riabilitazione dei soggetti violenti. Catania è stata scelta per presentare, al teatro Massimo Bellini, la nuova edizione della campagna nazionale "Questo non è amore"

Durante il suo incontro con la stampa, il direttore centrale della divisione anticrimine Francesco Messina
Messina ha sottolineato l'efficacia dei trattamenti di recupero sui soggetti che compiono maltrattamenti. Facendo leva sui fattori psicologici e culturali che hanno indotto gli uomini violenti a commettere un episodio di violenza di genere, si riesce infatti a ridurre drasticamente la possibilità di reiterazione del reato. Fatti di cronaca recenti, come l'omicidio di Vanessa Zappalà, dimostrano che, quando questo trattamento manca, le misure coercitive o i divieti di avvicinamento alla persona offesa sono efficaci solo in parte. Venendo alle statistiche, nel 62% di casi denunciati, ci troviamo davanti ad episodi di maltrattamenti in famiglia.  Oltre alle massime cariche civili e religiose della città, erano presenti anche il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il direttore generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini.

La Sicilia è la regione con più casi di violenza di genere

Nella nostra Penisola, il tasso più alto di donne che si rivolgono alle forze dell'ordine per ottenere protezione tramite le richieste di ammonimento si registrano nelle regioni del Meridione, in particolare in Sicilia. C'è, invece, una leggera diminuzione dell'andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere. Se nel periodo gennaio-agosto 2020, infatti, le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell'analogo periodo del 2021 l'indice scende al 41%. Nel 72% dei casi l'autore è il marito o l'ex marito. In 1 caso su 2 ha usato un'arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane. Sale, invece, il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell'analogo periodo del 2021 del 31%. La polizia di Stato, si legge in una nota, "rinnova il proprio impegno a sensibilizzare le vittime di violenza e non solo, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, purtroppo tutte vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare".

L'arma più efficace è la prevenzione

Sempre secondo i dati diffusi oggi dalla polizia durante la presentazione nazionale della campagna informativa "Questo non è amore", al teatro Massimo Bellini di Catania, sul fronte della prevenzione continua ad essere l'ammonimento del questore il provvedimento più efficace. Secondo il direttore centrale anticrimine, Prefetto Francesco Messina, "la sfida contro il femminicidio si gioca esclusivamente nel campo della prevenzione. L'intervento repressivo, ovvero l'arresto di chi arriva a compiere un atto del genere, assume un valore del tutto relativo poiché avviene laddove gli strumenti preventivi non abbiano avuto efficacia ". Il numero più alto di ammonimenti per atti persecutori si registra al Sud. Quello degli ammonimenti per violenza domestica, invece, nelle regioni del Nord Italia. Aumenta di poco il numero delle recidive nei casi di violenza domestica: i soggetti denunciati successivamente all'irrogazione dell'ammonimento passano dal 7% al 9%. Diminuiscono sensibilmente invece le recidive per atti persecutori: dall'11% al 6%. Nel 49% dei casi i soggetti ammoniti, sia per stalking che per violenza domestica, vivono o hanno vissuto con la vittima.

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