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Ristoranti e nuove restrizioni: "Decisione inaspettata, è valsa la pena riaprire?"

In via Santa Filomena, uno dei “food district” della città, abbiamo raccolto le testimonianze di Andrea Graziano di Fud – Bottega Sicula e di Alberto Musmeci del ristorante “Blanc à manger”

 

In via Santa Filomena, uno dei “food district” della città abbiamo raccolto le testimonianze di Andrea Graziano di Fud – Bottega Sicula e di Alberto Musmeci del ristorante “Blanc à manger”. L'obbligo di chiusura anticipata alle 18, contenuta nel nuovo Dpcm, è giunta inaspettata: “Siamo aperti ma i danni subiti difficilmente saranno recuperabili”.

Per la maggior parte dei ristoratori l'orario serale rappresenta il momento in cui si hanno più clienti e dunque più incassi, quindi la chiusura alle 18, di fatto, limita l'esercizio dell'attività alla pausa pranzo. "Quello che danneggia maggiormente è l'incertezza - ha spiegato Musmeci - poiché quando abbiamo riaperto a maggio non pensavamo di dover subire ulteriori limitazioni. A questo punto ci si chiede se è stato utile riaprire dopo aver sostenuto i costi per adeguare la struttura alle linee guida anticontagio". Anche Andrea Graziano punta il dito sulla mancata chiarezza delle disposizioni che si sono avvicendate sin dal primo lockdown: "Quella volta ne abbiamo approfittato per fare formazione e portare avanti altri progetti, adesso siamo aperti ma siamo consapevoli di essere ogni giorno in perdita. Il delivery non riesce a coprire quello che ci viene a mancare con l'orario serale"

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