Lunedì, 2 Agosto 2021

I ristoratori tornano a "respirare"in zona gialla, ma non si trova personale

La prova-weekend ha dato esito positivo ed i clienti non sono mancati. Difficile però trovare parcheggio ed affidarsi solo ai mezzi pubblici. E' dura anche reperire manodopera stagionale: la causa sembra essere proprio il reddito di cittadinanza

Il primo weekend in zona gialla è trascorso serenamente per i ristoratori catanesi che sono riusciti ad organizzarsi e riaprire, già da diversi giorni, le proprie porte ai clienti. Mancano ancora i turisti, si possono utilizzare al momento solo le strutture esterne, ma, in generale, un po' tutti hanno voglia di tornare alle vecchie abitudini. Le prenotazioni, infatti, non mancano. "Abbiamo avuto i tavoli pieni - spiega Fulvio Palermo, dinamico trentenne responsabile del ristorante 'Magna Roma' di via Filippo Corridoni - e siamo lieti che siano venute a trovarci anche persone provenienti da altre province. Abbiamo messo a punto le proposte per il menù estivo e siamo già a pieno regime, anche se è stata dura superare questi lunghi mesi. Ho lavorato in America e negli Emirati Arabi, tornando in Italia proprio a causa della pandemia, che ha reso instabile la situazione sanitaria a livello mondiale. La scorsa estate ho avuto la possibilità di gestire questo locale. Vedo quindi il momento storico che tutti stiamo vivendo anche come opportunità di crescita personale". Ci troviamo in una zona centrale di Catania e le problematiche non mancano. L'ostacolo principale è proprio il traffico veicolare. Per Fulvio, una buona soluzione potrebbe essere incentivare ulteriormente la mobilità sostenibile, promuovendo l'utilizzo deii mezzi pubblici e dei parcheggi scambiatori per 'decongestionare' anche l'ampio perimetro urbano posto a ridosso della fiera. 

Spostandoci verso il Lungomare, nel borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, il nemico principale è la mancanza di punti di sosta e strade alternative. Carenze importanti, che si fanno sentire ancor di più durante i festivi e nelle domeniche in cui è previsto lo stop alle auto su viale Ruggero di Lauria. "Il bilancio di questo primo weekend in zona gialla è assolutamente positivo - spiega Luca Faro, titolare del ristorante 'Andrew's Faro' - e devo dire che la gente è stata rispettosa delle prescrizioni attualmente in vigore, evitando affollamenti ed indossando correttamente la mascherina". Conferma alle sue parole è data anche dai bagnanti sulla spiaggetta nera, che prendono il sole correttamente distanziati, e dai clienti in fila al bancone del bar, in paziente attesa del proprio turno per consumare un buon caffè.

C'è però un dato negativo, che tre intervistati su tre evidenziano con rammarico: la difficoltà nel reperire personale. Non si trovano camerieri, barman, aiuto-cuochi e personale addetto alle pulizie. "La colpa, a mio avviso, è del reddito di cittadinanza, che ha fornito a molti un pretesto per non lavorare - tuona Roberto Tudssco, leader del comitato 'Ristoratori Siciliani Indipendenti e titolare del Bell'Antonio, di piazza Sebastiano Addamo - a meno che non siano ingaggiati in nero. Cosa non compatibile con le mie esigenze, ed ancor di più con le leggi in vigore. Proprio in previsione di una ripresa a pieno regime del nostro settore e di tutte le attività produttive, sarebbe opportuno replicare anhe a Catania il 'modello Ortigia' - continua parlando a proposito delle difficoltà nel raggiungere il centro storico - in maniera tale da poter lasciare l'auto anche nei pressi delle aree di maggior interesse". Parlando poi delle difficoltà nella ripartenza dei ristoranti, dopo questa ennesima fase di chiusura caratterizzata da indennizzi erogati a singhiozzo e spese fisse divenute sempre meno sostenibili, Tudisco evidenzia come "in molti non sono ancora stati in grado di poter tornare a lavorare. Anche fare la spesa iniziale per riempire il locale può essere un problema, per chi ha da tempo finito il credito con i fornitori o ha accumulato debiti. Pensiamo poi agli affitti arretrati da pagare ed all'incertezza nel piano di ripartenza. Ora più che mai - conclude -è necessario un sostegno da parte del Governo, con misure concrete e puntuali".

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