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Domenica, 4 Dicembre 2022

La finanza sequestra due teste elleniche del V secolo a.C. : valgono circa 500 mila euro

Nello specifico, si tratta di due "kalypter eghemon", volti uniti ad una tegola, molto ben conservati. Dato singolare questo. Perché - oltre all'età - sono elementi decorativi concepiti per stare sul tetto di un edificio nobiliare o sacro, ed esposti quindi alle intemperie

Nel corso di un servizio di controllo economico del territorio effettuato a Belpasso, presso un’area di servizio lungo la statale 121, i finanzieri della compagnia Pronto Impiego di Catania hanno fermato due siracusani, che trasportavano a bordo della loro auto due  teste in terracotta di origine ellenica, nascoste in un sacchetto di plastica ed avvolte da carta e vecchi indumenti. Si tratta di reperti presumibilmente frutto di scavi archeologici clandestini e destinati al mercato nero. Il loro valore economico è stato ritenuto prossimo ai 500 mila euro.

Cosa sono i "kalypter eghemon"

Nello specifico, si tratta di due volti uniti ad una tegola, un maschio ed una femmina, molto ben conservati. Dato singolare questo, perché - oltre all'età - sono elementi decorativi concepiti per stare sul tetto di un edificio nobiliare o sacro, esposti quindi alle intemperie. Si tratta, in particolare, di "kalypter eghemon", effigi poste sul lato lungo della copertura, in modo tale da essere visibili ai passanti. In Sicilia ci sarebbe solo un precedente analogo, censito dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali.

Le analisi in laboratorio

Le teste fittili sono state sottoposte ad analisi di laboratorio, grazie alla sinergia tra Università di Catania e Sovrintendenza, e si pensa che possano essere risalenti al V secolo a.C. (arco temporale compreso tra il 450 e il 480 a.C.), il cosiddetto periodo “Severo” dell’arte greca. L’autenticità dei due reperti è stata  confermata dalla metodologia messa a punto presso i laboratori PH3DRA del nostro ateneo da docenti e ricercatori del dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana”, specializzati nei test con termoluminescenza, e del dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e Informatica. 

I reperti archeologici e la criminalità organizzata

Le due persone sottoposte a controllo, probabilmente tombaroli o intermediari, hanno tentato di giustificare il possesso dei reperti archeologici affermando che si trattava di prodotti artigianali realizzati con le loro mani. Dovranno difendersi dalle accuse di illecito possesso di beni di valore storico-archeologico e ricettazione. Anche la criminalità organizzata catanese si è dimostrata interessata al traffico di reperti antichi. Una delle piste aperte dall'operazione antidroga "Quadrilatero" ha delineato la presenza di squadre di tombaroli che operano durante la notte nei siti archeologici siciliani, per poi rivendere al mercato nero quanto rinvenuto con metal detector e picconi.

Il plauso della politica 

«L’operazione della Guardia di Finanza restituisce alla collettività due reperti di grande valore e testimonia l’importanza della collaborazione tra istituzioni nel nome dell’interesse pubblico». Lo ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Elvira Amata, commentando la notizia del ritrovamento, da parte delle Fiamme gialle di Catania. 

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