Auto rubate, la polizia scopre centrale di smantellamento: 4 arresti

In manette sono finiti Agatino Alfio Biondi, incensurato; Antonino Grasso, pregiudicato; Sergio Simone Grasso, pregiudicato; Pietro Vasta, incensurato

La polizia è da sempre impegnata anche nel contrasto ai reati concernenti il traffico illecito di veicoli, che vanno dal furto al riciclaggio dei medesimi o delle loro parti. La mattina dello scorso 6 settembre, la squadra di polizia giudiziaria della polizia stradale “Sicilia Orientale”, nell’ambito di una specifica attività investigativa, ha portato a compimento un’operazione nel corso della quale è stato individuato un sito costituente una vera e propria centrale di smantellamento di veicoli di provenienza furtiva, dove all’interno ha sorpreso quattro soggetti intenti a smantellare un’autovettura rubata e dove vi era la presenza di altri veicoli già smantellati, nonché evidenti tracce di una perdurante attività illecita di riciclaggio di parti di veicoli. In particolare, al termine di una prolungata serie di servizi di osservazione e pedinamento, è stato individuato un capannone, in evidente stato di abbandono, che si trovava all’interno di un terreno incolto ubicato lungo la strada provinciale 207, all’altezza del chilometro 62 della strada statale Catania-Caltagirone, in territorio del comune di Belpasso, dove pochi minuti prima aveva fatto ingresso un’autovettura Fiat “Qubo” e subito dopo un autocarro Ford “Transit” con alcune persone a bordo.

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Per le sue caratteristiche, il capannone era tale da costituire un insospettabile centro di smantellamento, in quanto, si trova al di fuori del centro abitato, all’interno di un terreno incolto privo di recinzione e con ampia possibilità di darsi alla fuga per i terreni circostanti. Tra l’altro, l’edificio presentava alcune aperture che erano state parzialmente schermate, in maniera tale da non poter notare dall’esterno ciò che accadeva all’interno e allo stesso tempo, invece, rendere molto agevole l’osservazione dall’interno senza essere molto visibili: una sorta di “fortino” all’interno del quale operare in tutta tranquillità e in grado di garantire l’anonimato, in considerazione del suo stato di abbandono e delle numerose vie di fuga presenti. Per la situazione che si era prospettata, quindi, in seguito all’ingresso dei due veicoli, era intuibile che vi fosse in atto un’operazione di smantellamento del Fiat “Qubo”. E’ stato pertanto organizzato nell’immediatezza un intervento operativo, avendo cura di predisporre l’accerchiamento del perimetro del fondo agricolo, al fine di prevenire qualsiasi tentativo di fuga. Nel corso delle fasi di avvicinamento appiedato all’edificio, il personale operante riusciva a percepire rumori provenienti dall’interno che confermavano l'attività di smantellamento dell’autovettura, posta in essere, dagli stessi individui giunti poco prima. Tra l’altro, uno di essi, dopo essersi affacciato da una delle aperture ed essersi accorto della presenza degli operanti in avvicinamento, ha dato l’allarme ai complici i quali hanno interrotto la loro attività illecita, salendo tutti a bordo del Ford “Transit” (tre in cabina ed il quarto sul cassone posteriore) e dandosi alla fuga verso l’uscita del terreno percorrendo una strada privata ad alta velocità.

Solo grazie alla preventiva opera di accerchiamento, la fuga dell’autocarro veniva prontamente interrotta da una pattuglia della stessa squadra, uno degli operanti della quale era costretto nella circostanza ad esplodere un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. Pertanto, i soggetti sono stati bloccati ed identificati quali: Agatino Alfio Biondi nato a Catania nel 1996, incensurato, Antonino Grasso nato a Catania nel 1976, pregiudicato, Sergio Simone Grasso nato a Catania nel 1995, pregiudicato e Pietro Vasta, nato a Catania nel 1978, incensurato.

Il successivo sopralluogo operato all’interno del capannone consentiva di rinvenire complessivamente quattro veicoli di provenienza furtiva, tre dei quali (una Fiat “500L”, una Fiat “Panda” e una Lancia “Y”) già interamente smantellati ed il quarto, il Fiat “Qubo” entrato poco prima, in fase di attuale smantellamento. Con una rapidità sorprendente, infatti, nonostante fossero passati circa venti-trenta minuti dal suo ingresso nel capannone, erano stati già smontati e accuratamente messi da parte i principali componenti della carrozzeria (portiere, portellone, paraurti, cofano). Si accertava quindi che i quattro veicoli presenti all’interno erano tutti di provenienza furtiva, denunciati nel corso delle ultime settimane. A conferma di come quel sito fosse destinato specificatamente ad attività di riciclaggio di veicoli previo smantellamento delle loro parti, venivano rinvenute le targhe accartocciate e la documentazione di circolazione dei predetti veicoli, disseminate tra rifiuti, nonché numerosissime altre parti di modesto valore (tappetini, parti di tappezzeria e moquette, accessori) che, per la loro elevata quantità, lasciavano ritenere appartenere a numerosi altri veicoli di analoga provenienza, smantellati in epoca recente.

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I soggetti bloccati sono stati tratti in arresto per il reato di riciclaggio e, su disposizione del magistrato di turno, tradotti presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza. Tra essi vi è il giovane Grasso Sergio Simone, già deferito in stato di libertà il decorso 29 maggio per un episodio analogo, poiché sorpreso, unitamente ad altri, in un altro sito anonimo di smantellamento di auto di provenienza furtiva, ubicato nei pressi del “War British Cemetery” alla periferia sud di Catania. Con l’operazione sopra descritta, che ha consentito l’individuazione e la disarticolazione di un sito di smantellamento possibilmente in uso a diversi gruppi criminali, si ritiene di aver ottenuto un importante risultato nel contrasto al riciclaggio di veicoli provento di furto. L’attività della squadra del Compartimento di Polizia Stradale continua in maniera incessante, in considerazione dell’elevato indice dei furti di veicoli che si registra in questa provincia.

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