Bufera dopo gli insulti dei neomelodici etnei a Falcone e Borsellino, la Rai apre istruttoria

Leonardo Zappalà, detto Scarface, e Niko Pandetta, detto Tritolo, sono stati ospiti di una trasmissione su Rai Due e le loro dichiarazioni sui giudici e gli insulti contro un politico hanno creato un polverone

Una nota della Rai per prendere le distanze delle parole pronunciate da due cantanti neomelodici catanesi durante il programma Realiti, andato in onda su Rai 2, la scorsa settimana. Gli etnei, Leonardo Zappalà (detto Scarface) e Niko Pandetta (detto Tritolo), hanno partecipato in qualità di ospiti del programma condotto da Enrico Lucci che ha approfondito il mondo dei cantanti siciliani che cantano in napoletano.

Nel corso della trasmissione, su una precisa sollecitazione del conduttore, Zappalà vedendo la foto che ritraeva i giudici Falcone e Borsellino ha detto: "Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce, ci deve piacere anche l'amaro".

Niko Pandetta, un altro dei volti più noti del mondo neomelodico catanese, è il nipote di Turi Cappello, boss condannato all'ergastolo per reati di mafia e dopo la trasmissione ha elogiato lo zio e ha anche insultato, in una diretta facebook, un consigliere regionale campano che lo aveva criticato.

Pandetta, nel video postato sui social, aveva mostrato una pistola "dorata" e aveva rivolto improperi contro l'esponente politico che lo avrebbe già denunciato.

La Rai ha preso posizione ritenendo "indegne le parole su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino pronunciate da due ospiti della puntata di Realiti, andata in onda su Rai2 in diretta. Direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti “sensibili”; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie".

L'azienda ha annunciato di avviato un’istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda. Sul caso è intervenuta anche la deputata catanese del MoVimento 5 Stelle Maria Laura Paxia membro della Commissione Vigilanza Rai.

"Non possiamo, nella maniera più assoluta, spendere i soldi dei contribuenti per vedere in trasmissioni Rai ospiti come Leonardo Zappalà che con strafottenza e ignoranza buttano fango sul nome e sulla memoria di Falcone e Borsellino. Pertanto questa mattina ho allertato la Rai in merito al contenuto, grave e imbarazzante, del programma Realiti”, ha detto la deputata.

“Ritengo sia stato inopportuno invitare in trasmissione chi più volte si è vantato di essere nato lo stesso giorno di Al Capone e che si fa chiamare ‘Scarface’. Il servizio pubblico non può addossarsi il rischio di far passare messaggi che denigrano istituzioni come Falcone e Borsellino. Inoltre durante la trasmissione è stato intervistato tale Nico Pandetta il quale ha ammesso di essersi finanziato il suo primo cd con i soldi di una rapina. Per questa ragione, in qualità di membro di Vigilanza Rai, è stata mia premura - continua Paxia - inviare un quesito al Presidente e all’Amministratore Delegato Rai perché si intervenisse sul fatto in maniera incisiva e con piacere ho appreso dell’apertura dell’inchiesta interna come da me richiesto".

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