Informatico lascia Biancavilla per Londra, Dino vince superpremio

Il ragazzo siciliano ha ricevuto alla Royal Society di Londra il Roger Needdham award, una sorta di Nobel dell'informatica per il progetto Infer, definito il "software dei software"

Dino Distefano da studente di Biancavilla, bocciato al concorso dell’università di Pisa a professore ordinario alla Queen Mary University di Londra e con un prestigioso premio sulla sua scrivania.

Sono queste le storie che ci piacciono e che danno speranza ai giovani di oggi ma che fanno anche riflettere sulla “fuga dei cervelli italiani”.

Lo scorso novembre, a soli 39 anni, il ragazzo siciliano ha ricevuto alla Royal Society di Londra il “Roger Needdham award”, una sorta di Nobel dell'informatica. Il professore ha infatti inventano e brevettato INFER il software dei software, una “medicina preventiva” per impedire che i grandi sistemi vadano in tilt. Per anni il "crash" è stato il problema da un miliardo di dollari per molte aziende ora, grazie a INFER che analizza il sistema operativo e punta diritto alle imperfezioni i “guai” sono risolti.

Da Biancavilla a Londra, passando per Pisa e Olanda, un viaggio tutto in salita o qualche "piccola" batosta l'hai presa pure tu?

“Ovviamente non e' stato sempre facile. Anzi, intraprendere la carriera da ricercatore e' stato un continuo susseguirsi di alti e bassi di ogni tipo, quindi le batoste non mi sono mancate.  Ma non e' un problema, fa parte del gioco”.

Cos'è Infer e quali sono le sue potenzialità pratiche?

“INFER e’ un sistema automatico usato per analizzare il software. Durante l’analisi INFER cerca di dimostrare matematicamente che il programma analizzato non può bloccarsi. Nel cercare di fare questa dimostrazione, INFER può trovare dei possibili errori che possono risultare nel crash del sistema. Gli errori segnalati possono quindi essere corretti dai programmatori prima che il software venga usato”.

Cosa pensi della fuga dei cervelli "tutta italiana" e cosa consiglieresti ad un neo laureato di oggi?
“Viviamo in un mondo globalizzato quindi non è strano che talvolta ci si debba spostare per trovare certe tipologie di lavoro. Ma chiaramente se spostarsi diventa la regola per  maggior parte dei giovani (come succede ultimamente) allora c'e' qualcosa che non va nel sistema. Personalmente quello che consiglierei ad un neo laureato e' di porsi un obbiettivo e cercare di raggiungerlo a tutti i costi”.

Nostalgia della Sicilia? Torneresti?

“Ovviamente la Sicilia mi manca, ma il fatto di stare fuori mi ha permesso di vedere e vivere in diversi posti interessanti. A parte per brevi periodi, per il momento non credo che tornerò”.

Dino lascia la Sicilia a 19 anni, subito dopo aver conseguito il diploma, e inizia a studiare informatica a Pisa. Finiti gli studi, si trasferisce in Olanda per il dottorato e per quattro anni fa il ricercatore. Ma nel 2004 sfida ancora se stesso e va a Londra in cerca di “fortuna”.

E sì la fortuna aiuta gli audaci. Dino inizia quindi a lavorare insieme a un team, (Cristiano Calcagno, un altro italiano, Peter O'Hearn e il coreano Hongseak Yang) a Infer. E, sempre nella capitale britannica avvia la start-up Monoidics Limited con l’obiettivo di commercializzare il “software dei software”.

A decretare il successo di Infer, oltre al rinomato premio, le importanti aziende che si sono affidate al software: dall'Airbus (per i computer sugli aerei) alla Toyota, dalla Mitsubishi alla Microsoft.

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