Traffico di droga destinata al mercato della Sicilia orientale: 16 arrestati

L’indagine dei finanzieri del Gico di Catania ha permesso di disarticolare due distinte compagini associative, aventi la loro base operativa a Catania con ramificazioni attive in Italia (Torino, Siena e Reggio Calabria) e all’estero (Spagna e Sud America)

Uno degli arresti eseguiti dalla finanza

I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari in carcere emessa dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di 16 persone indagate, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e, nello specifico, al commercio di hashish, marijuana, cocaina ed eroina.

I nomi degli arrestati

L’indagine condotta dal nucleo di polizia economico- finanziaria di Catania e coordinata dalla Procura Distrettuale, nota come operazione “Stop and Go”, ha portato già, tra gennaio 2016 e maggio 2017, all’arresto di 27 soggetti per traffico di stupefacenti  e al contestuale sequestro complessivo di circa 100 chili di hashish, 70 chili di marijuana, 10 chili di cocaina e 4 di eroina.

Le immagini degli arresti - Video

Gli stupefacenti sequestrati, destinati al mercato della Sicilia orientale, avrebbero fruttato alle strutturate compagini criminali oltre 5 milioni di euro. Nel dettaglio, l’indagine dei finanzieri del Gico di Catania ha permesso di disarticolare due distinte compagini associative, aventi la loro base operativa a Catania con ramificazioni attive in Italia (Torino, Siena e Reggio Calabria) e all’estero (Spagna e Sud America).

Un primo sodalizio era composto dai fratelli Alfio Giuseppe Maggiore (del 1988), Giuseppe (del 1965), Orazio Valentino (del 1987), quali promotori, catanesi originari e attivi nel quartiere Librino, nonché da Vincenzo Oneto (del 1961, origini palermitane) e dal catanese Daniele Stivala (del 1987), i quali si occupavano di procurarsi rilevanti quantitativi di hashish ed eroina a Torino per poi trasportarla a Catania rivendendola all’ingrosso ai fornitori di piazze di spaccio nei quartieri di Librino, San Cristoforo e Villaggio Sant’Agata.

Alla stessa compagine appartiene Giuseppe Vasta (del 1988), già noto alle cronache giudiziarie per essere stato tratto in arresto, nel quartiere Zia Lisa, con 1,3 kg di cocaina nascosta tra salumi nonché per la detenzione illegale di un’arma clandestina e munizioni.

Vasta era il principale collettore degli illeciti traffici orchestrati dal gruppo capeggiato dai fratelli Maggiore. Ulteriori acquirenti dell’associazione criminale dei Maggiore, nonché destinatari del provvedimento restrittivo eseguito, sono: Gianluca Giarrusso (del 1982), tratto in arresto nel marzo 2017, destinatario di un carico di 27 kg di hashish; lo stupefacente era occultato in una cassa di legno 1 per vini all’interno della quale vi erano 53 pacchetti, protetti ciascuno da un palloncino colorato e doppiamente avvolti con plastiche sottovuoto;  Omar Sacco (del 1984) e Marco Gallo Cassarino (del 1985), organizzatori di due compravendite di stupefacenti, una di cocaina proveniente dalla Calabria e destinata alle citate piazze di spaccio catanesi e una di hashish da Torino al mercato della Sicilia orientale;  Salvatore Stivala (del  1980), tra i promotori di una compravendita di hashish sulla rotta Torino-Catania.

Differente compagine associativa delinquenziale, con proiezioni internazionali, che alimentava le piazze di spaccio di Siracusa, era costituita da: Angelo Messina (del 1947, siracusano), quale committente e acquirente finale; Gino Guzzardi (del 1967, siracusano), organizzatore dell’importazione di cocaina dal Sud America (principalmente da Santo Domingo e dalla Colombia); Emanuele Bussoletti (del 1966) e Simonetta Mazzolai (del 1956) corrieri dello stupefacente; Matos Herasme Leandro De Jesus “Leon” (del 1973) e Gomeris Cappellan Bizchmar (del 1973), entrambi della Repubblica Dominicana, quali fornitori della cocaina.

Nel corso delle indagini, i finanzieri catanesi specializzati nelle operazioni antidroga intercettavano - seguendo i fornitori sudamericani che rifornivano il gruppo siracusano capeggiato da Messina e Guzzardi- due consegne di prova: - una prima, dalla Spagna alla Sicilia, nel marzo 2016 a Genova, pari a kg. 1,6 di cocaina occultata all’interno della batteria dell’autovettura in uso al corriere; - una seconda, sempre sulla rotta Liguria/Sicilia, nel settembre dello stesso anno, di kg. 2,6 di cocaina confezionata con cellophane e nastro da imballaggio abilmente occultati all’interno di un “tower” (diffusore acustico) trasportato come valigia da uno dei corrieri giunto, tramite treno, nella stazione ferroviaria di Catania.

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