La Procura di Caltagirone sequestra la stazione radio Muos di Niscemi

Il provvedimento del Gip precede di poche ore la manifestazione nazionale di protesta contro l'installazione del sistema radar organizzata dal movimento 'NoMous', prevista per oggi pomeriggio

E’ sicuramente una vittoria  la notizia che la Procura di Caltagirone, la scorsa notte,  ha messo sotto sequestro la stazione radio USA , meglio conosciuta come il Muos di Niscemi.

Il provvedimento del Gip precede di poche ore la manifestazione nazionale di protesta contro l'installazione del sistema radar organizzata dal movimento 'NoMous', prevista per oggi pomeriggio davanti alla riserva naturale di contrada Ulmo, alla quale parteciperanno ufficialmente molti sindaci dei comuni limitrofi, anche del calatino. Da un anno a questa parte diversi sono stati gli incontri organizzati per informare i cittadini circa gli effetti nocivi e i rischi tumori che potrebbe causare il terminale terrestre.

La costruzione del sistema Muos gestito dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta, come dimostrerebbero consulenze tecniche e acquisizione di atti e documenti nella Regione siciliana. Il Muos e' un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali e' in fase di realizzazione proprio in Sicilia, a Niscemi. L'impianto integrera' forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e ha l'obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare. L'installazione nell'area di Niscemi e' stata al centro di numerose proteste di residenti, rappresentanti locali e associazioni ambientaliste. 

La vicenda sui possibili danni per l' ambiente e per la salute umana provocati dalla realizzazione del Muos fu sollevata nel 2007 dal senatore di Insieme con l'Unione, Mauro Bulgarelli, che presento' un'interrogazione al ministro della Difesa dopo un'inchiesta di Rainews24. Solo un anno dopo il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, chiese l'intervento dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) per capire se l'installazione della nuova stazione di controllo terrestre delle forze armate degli Stati Uniti, puo' provocare danni ambientali o alle persone. Da allora comincio'a formarsi un vasto movimento d'opinione che si e' espresso contro l'installazione delle enormi parabole militari a Niscemi e che ha portato alla nascita del ''no Muos''.

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