Lavoratori Puc, Unict avvia il procedimento di stabilizzazione

L'Università di Catania si prepara a dare avvio formale al procedimento di stabilizzazione dei 176 lavoratori Puc impiegati presso le sue strutture, grazie a un finanziamento regionale

L’Università di Catania si prepara a dare avvio formale al procedimento di stabilizzazione dei 176 lavoratori Puc impiegati presso le sue strutture in virtù di una linea di finanziamento regionale. A comunicarlo è il rettore Antonino Recca, con una lettera inviata al presidente della Regione Raffaele Lombardo, al prefetto di Catania Francesca Cannizzo e alle organizzazioni sindacali, specificando di aver individuato un percorso giuridico e finanziario idoneo mirato alla stabilizzazione di tali lavoratori, rispettoso del quadro normativo vigente e scandito in tappe temporali e adempimenti giuridico-amministrativi, così come definito dai propri esperti, i docenti di Diritto del lavoro Sebastiano Bruno Caruso e Antonio Lo Faro.

L’intenzione di questo Ateneo di procedere alla graduale stabilizzazione dei lavoratori precari appartenenti al bacino Puc, fermi restando i dovuti adempimenti di tutti gli Enti coinvolti, era già stata confermata in un incontro con i sindacati del luglio scorso. A questo punto – ha rilevato il rettore -per poter procedere speditamente, è necessario il verificarsi di altre due condizioni preliminari”.

La prima condizione – prosegue la missiva del prof. Recca – è di competenza della Regione: la proroga, per un altro quinquennio, del contratto a termine dei lavoratori interessati e in scadenza il 31 gennaio 2012. In tal senso, occorre che la Regione deliberi formalmente, ovvero avvii il relativo procedimento che conduca al rifinanziamento regionale, in modo da consentire la proroga dei contratti in atto. Soltanto una tale condizione può, infatti, impedire la discontinuità del rapporto di lavoro dei lavoratori Puc onde innescare la procedura di stabilizzazione; tale procedura, poiché graduata nel tempo, può esplicarsi soltanto su rapporti di lavoro in atto e non estinti”. “L’altra condizione, ossia la rinunzia al contenzioso in atto, dipende invece dalla volontà dei singoli lavoratori interessati al processo di stabilizzazione”.

In sintesi, soltanto la delibera regionale di rifinanziamento, che procrastini il circuito  di utilizzazione dei lavoratori da parte dell’università, potrà consentire la proroga legittima del contratto di lavoro in scadenza su cui, nel tempo e progressivamente, l’Università andrà ad operare i singoli provvedimenti di stabilizzazione, nei termini e nei modi suggeriti dal parere dei due giuslavoristi dell’Ateneo.

“Lungi dal venir meno ad accordi intrapresi – conclude il rettore -, l’Università di Catania si trova in posizione di stand by in attesa delle determinazioni dell’amministrazione regionale che facciano seguito alla nota a firma del capo di gabinetto dott. Patrizia Monterosso del 10 ottobre, con la quale si comunicava che la Presidenza della Regione aveva invitato l’Agenzia regionale per l’impiego a fornire “un sollecito riscontro (...) in ordine alla possibilità che sia confermato in caso di stabilizzazione dei lavoratori già dalla stessa utilizzati, l’attuale finanziamento per un altro quinquennio”. L’Ateneo, pertanto, si dichiara pronto ad avviare subito e formalmente il procedimento di stabilizzazione nei termini indicati, non appena la Presidenza della Regione avrà confermato di voler procedere al finanziamento in oggetto, con conseguente proroga dei contratti e innesco della procedura di stabilizzazione”.
 

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