E' morto Salvo Cannizzo: chiedeva giustizia per il tumore contratto in Kosovo

Cannizzo nel mese di luglio si era incatenato davanti la sede dell'Ars per chiedere un indennizzo equo a quelle istituzioni che a suo dire "lo avevano abbandonato"

Ha lottato con tutte le sue forze ma il tumore al cervello non gli ha dato via di uscita: è morto, a soli 36 anni, il marò catanese Salvo Cannizzo.  

Sembra che il giovane soldato abbia contratto il “male” in Kosovo, a contatto con l'uranio impoverito. Cannizzo nel mese di luglio si era incatenato davanti la sede dell’Ars a Catania per chiedere un indennizzo equo a quelle istituzioni che a suo dire “lo avevano abbandonato”. Il marò era ormai costretto a vivere su una sedia a rotelle e, con una pensione mensile di soli 769 euro che gli permetteva a stento di mantenere le sue tre figlie.

I suoi funerali saranno celebrati oggi alle 16 dal cappellano militare don Alfio Spampinato nella chiesa di San Leone.

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Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Salvo
    Salvo

    Addio Salvo, amico e compagno di lavoro. Che beffa: mentre cerco di convincere il mio Comando ad adottare delle misure di sicurezza sul lavoro, apprendo la tragica notizia. Adesso non ho piu' voglia di lottare per la sicurezza. Coloro che dovrebbero decidere, semplicemente, non ci credono. Negli sguardi dei marinai smettete di cercare la Patria, perchè non la troverete.

  • Avatar anonimo di Alessandra
    Alessandra

    Mi dispiace tantissimo R.I.P.

  • Avatar anonimo di Jack
    Jack

    Ciao fratello... Noi non dimentichiamo! « A Te, o grande eterno Iddio, Signore del cielo e dell'abisso, cui obbediscono i venti e le onde, noi, uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Marinai d'Italia, da questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori. Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione. Dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera, comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei; poni sul nemico il terrore di lei; fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro, più forti del ferro che cinge questa nave, a lei per sempre dona vittoria. Benedici , o Signore, le nostre case lontane, le care genti. Benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare. Benedici! » Arrivederci fra!

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