Scomparsa di Mariella Cimò, il marito nega di averla uccisa

E' durato cinque ore, nel carcere di piazza Lanza, l'interrogatorio di Salvatore Di Grazia, l'ex informatore medico scientifico di 76 anni, accusato di avere assassinato la moglie, misteriosamente scomparsa il 25 agosto del 2011

E' durato cinque ore, nel carcere catanese di piazza Lanza, l'interrogatorio di Salvatore Di Grazia, l'ex informatore medico scientifico di 76 anni, accusato di avere assassinato la moglie Maria Francesca Cimò, misteriosamente scomparsa il 25 agosto del 2011 dalla sua casa di San Gregorio.

L'uomo che ha negato di avere commesso il delitto e di avere occultato il cadavere della donna, ha mostrato grande lucidità  e una eccezionale capacità di analisi, ripercorrendo tutti i fatti avvenuti dal momento della scomparsa della moglie.

Al gip Alessandro Ricciardolo, presente anche il pm Angelo Busacca, Di Grazia ha detto che il movente contestatogli "non è adeguato alla prospettazione del delitto", spiegando che il ritardo nella denuncia fatta undici giorni dopo la scomparsa, avvenne perchè fermamente convinto che sua moglie si fosse allontanata. Di Grazia ha anche detto che non si era rivolto ai carabinieri perchè temeva una reazione della donna essendo lei alquanto riservata.

L'uomo ha sorvolato invece sulle sue presunte relazioni extraconiugali e sugli incontri avvenuti nel lavaggio di Aci Sant'Antonio: "Non mi costringete a dire cose che non voglio, avrebbe detto".

Il legale di Di Grazia, l'avvocato Giuseppe Rapisarda, al termine dell'interrogatorio ha fatto sapere che domani presenterà una istanza per far ottenere al suo cliente gli arresti domiciliari essendo Di Grazia ultrasettantacinquenne. Nei prossimi giorni sarà avanzata al tribunale della liberta' una istanza per la revoca della misura cautelare decisa dal gip.

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