Incendio nel campo rom, Codici: "Il Comune deve istituire il piano nomadi proposto"

Il segretario del centro per i diritti del cittadino dopo l'esplosione di oggi pomeriggio nella baraccopoli invita il comune di Catania a risolvere la questione delle baraccopoli

Dopo l'esplosione di oggi pomeriggio in una baraccopoli di via Archimede si riaccende la questione dei campi rom in centro città ed è subito polemica. In una nota il centro per i diritti del cittadino chiede espressamente all'amministrazione comunale di intervenire per garantire maggiore sicurezza e dignità.

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"A quasi un anno dal terribile rogo che ha interessato le baraccopoli di Zia Lisa e di viale Africa avvenuto il 3 agosto 2015 (in quest’ultimo episodio era andata distrutta l’intera area che avrebbe dovuto ospitare il Museo dell’arte costato otto milioni di euro di soldi pubblici) si ripropone lo stesso problema questa volta avvenuto nella baraccopoli di corso dei Martiri. - afferma Manfredi Zammataro, presidente di Codici  - In quell’occasione evidenziammo le responsabilità dell’amministrazione comunale. Per l’ennesima volta pertanto riproponiamo al Sindaco di Catania le stesse domande fatte l’anno scorso senza che sortissero alcun effetto e più specificatamente: come mai in questi anni il Comune di Catania ha consentito  la presenza indisturbata sul territorio di queste baraccopoli del tutto abusive,  non provvedendo invece – come da noi più volte sollecitato e come richiesto dall’Europa-  alla realizzazione di un “piano nomadi” che prevedesse lo sgombero delle quattro baraccopoli abusive per concentrare gli occupanti in un solo campo di transito, dotato di acqua corrente, energia elettrica e servizi igienici e procedendo a rimpatriare quei cittadini che, dopo tre mesi, non dimostrino di avere un’occupazione stabile? Come mai  si è consentito in questi anni - conclude l'avvocato Zammataro - l’accumulo indisturbato di rifiuti e detriti all’interno di queste aree senza che vi fosse alcun intervento costante di pulizia e controllo così da renderle delle zone franche oltre che delle vere e proprie bombe ecologiche? Con l’auspicio che questa volta l’amministrazione comunale si attivi e non permetta più che cose del genere accadano".

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