Santa Venerina, operaio edile muore sul posto di lavoro

A renderlo noto sono Fillea Cgil e Feneal Uil di Catania che dichiarano:"i morti sul lavoro non sono figli del caso ma degli effetti di una incultura d'impresa". Le dinamiche dell'incidente non sono ancora chiare

Foto archivio

L'ennesima tragedia sul lavoro avvenuta ieri a Santa Venerina. A perdere la vita, questa volta,  Alfio Panebianco, lavoratore edile, deceduto per cause le cui dinamiche del'incidente non sono ancora chiare.

A rendere nota la notizia sono Fillea Cgil e Feneal Uil di Catania, sottolineando "i morti sul lavoro non sono figli del caso ma degli effetti di una incultura d'mpresa che negli anni è stata anche favorita dal legislatore a discapito del mondo del lavoro".

I sindacati hanno affermato di essere in attesa di conoscere la reale dinamica dei fatti, ed esprimono la loro "totale vicinanza ai parenti della vittima".

"È una notizia che ci getta nello sconforto: a nome della Cisl e della Filca Cisl di Catania esprimiamo alla famiglia cordoglio e vicinanza. Alle istituzioni, ai datori di lavoro e ai lavoratori ribadiamo la necessità di non abbassare mai la guardia sulla sicurezza". Lo dichiarano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca Cisl etnea, appena saputo dell’accaduto.

"È l’ennesima tragedia avvenuta su un posto di lavoro che ci lascia increduli e attoniti – affermano – perché nonostante l’avanzare del progresso in tanti campi ancora oggi si muore di lavoro. Serve dunque che il settore delle costruzioni diventi sempre più “industriale” non solo nei fatturati ma anche nella strutturazione dei processi di organizzazione del lavoro".

"Tutto ciò ci dice anche – continuano Attanasio e Turrisi – che è necessario non abbassare mai la guardia sulle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso il settore delle costruzioni, con i propri enti bilaterali, con l’Ente scuola edile, con i Comitati paritetici (CPT) e i Responsabili territoriali dei lavoratori per la sicurezza (RLST) fa già tanto, ma evidentemente ciò non basta: ai lavoratori e ai datori di lavoro diciamo che è tempo di comprendere che l’esperienza non può surrogare la formazione sui temi della sicurezza".

"Diventa necessario, inoltre, come proposto già da tempo dalla Cisl – concludono – ripristinare, in sede prefettizia, l’osservatorio sulla salute e sulla sicurezza sui posti di lavoro, con la partecipazione delle istituzioni scolastiche. Riteniamo utile, infatti, inserire le materie della sicurezza già nelle opportune sedi scolastiche, attraverso l’intervento degli enti bilaterali di settore e dei fondi interprofessionali, per concorrere a formare a partire dalle giovani generazioni la cultura della tutela e della salute di chi lavora".

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