Santa Venerina, consegnati i premi per la XIV edizione del premio Cutuli

Premiate le periferie del mondo a cui i giornalisti hanno dato voce. A vincere la giornalista egiziana Dina Ezzat,il giornalista Fabrizio Gatti e la giovane Stefania D’Ignoti

Premiate le periferie del mondo a cui i giornalisti hanno dato voce. Si è svolta sabato sera, nella splendida location del Cine Teatro Eliseo di Santa Venerina, la cerimonia di premiazione della quattordicesima edizione del Premio Internazionale di Giornalismo intitolato a Maria Grazia Cutuli, l’inviata del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan il 19 novembre del 2001. I tre vincitori sono stati: per la sezione “Stampa Estera”, la giornalista egiziana Dina Ezzat, vice caporedattore del settimanale egiziano in inglese Al Ahram weekly, abbinato al quotidiano Al Ahram. Attualmente scrive anche per l’edizione web Al Ahram Online; per la sezione “Stampa italiana” il giornalista Fabrizio Gatti, dal 2004 inviato e giornalista investigativo per il settimanale “L’Espresso” per il quale ha svolto inchieste prestigiose che nessuno aveva avuto il coraggio di portare alla luce; per la sezione “Giornalista siciliano emergente” Stefania D’Ignoti: 24 anni, di Catania, da maggio 2017 giornalista freelance specializzata in questioni mediorientali. Si è occupata di rifugiati, religione e diritti delle donne. Quest’anno, così come è avvenuto in altre precedenti edizioni, il premio Maria Grazia Cutuli ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Un motivo ulteriore di orgoglio per il sindaco di Santa Venerina Salvatore Greco che ha così commentato: “E’ un riconoscimento importante che viene attribuito solo a manifestazioni di particolare qualità e rilevanza. Nel 2004, il Comune di Santa Venerina, nell’istituire questo premio, ha preso l’impegno di onorare la memoria di Maria Grazia, le cui spoglie sono seppellite a Santa Venerina, nel piccolo cimitero di Dagala del Re. Continuiamo ad onorare questo impegno anche se con sforzi non indifferenti. Sono molto soddisfatto dell’edizione di quest’anno, della qualità dei premiati e dell’emozione che hanno provato i vincitori nel ricevere questo premio. Un ringraziamento particolare voglio rivolgere al segretario del premio, Francesco Faranda, a al giornalista Antonio Ferrari. Un grazie anche a Sabina Cutuli, sorella di Maria Grazia, per la sua presenza questa sera”. La conduttrice Daiana Paoli di Rai News 24, ha aperto la cerimonia di premiazione con il ricordo del giornalista Mimmo Candido, scomparso alcuni mesi fa, che due anni fa ha ricevuto il Premio Cutuli. Maria Grazia Cutuli, a cui è dedicato il premio, accendeva i riflettori sulle storie degli ultimi. Durante la serata sono stati letti alcuni articoli significativi scritti dalla Cutuli affidati alla voce dell’attrice Elena Ronsisvalle.

Momenti di riflessione sono stati innescati dal dibattito sul tema drammatico della migrazione con una speciale attenzione rivolta ai bambini e soprattutto ai minori non accompagnati e al tema dell’accoglienza. “L’Europa ha commesso il grave errore - ha detto Enzo Bianco, vice presidente del Comitato Europeo delle Regioni - di affrontare il fenomeno delle trasmigrazioni di massa dall’Africa come un’emergenza, cioè come un fenomeno temporaneo, da lasciare alla responsabilità dei singoli Paesi. Invece, il contrasto al traffico degli esseri umani si può fare solo in una dimensione sovranazionale”. Molti i bambini non accompagnati che arrivano in Italia. “L’Unicef - ha detto Carmela Pace, vicepresidente UNICEF Italia - quando arrivano in Italia bambini non accompagnati, provenienti da emigrazione o da guerre, si è preoccupata di trovare loro dei tutor per evitare che spariscano senza che se ne sappia più niente. L’Italia e la Grecia hanno il maggior numero di minori non accompagnati. Questi Stati devono adoperarsi a far sì che questi bambini possano diventare giovani ed adulti”. Stefania D’Ignoti ha espresso il suo pensiero citando una poesia: “Nessuno mette il proprio paese in una barca a meno che il proprio paese sia la bocca di un lupo”.

“La gente viene spinta a lasciare il proprio Paese - ha affermato Dina Ezzat – o per paura della povertà o per paura di essere uccisi. Molte famiglie hanno lasciato la Siria perché un loro familiare è stato ucciso. Bloccare solo l’ondata di migrazione non risolverà il problema. Occorre aiutare queste persone a stare meglio nel proprio paese. Non è costruendo centri di accoglienza che si risolve il problema dell’immigrazione.”. “E’ solo creando lavoro ed opportunità che si bloccano i flussi migratori. - ha aggiunto Fabrizio Gatti - Eppure basterebbe poco per creare lavoro in queste zone. Non occorrono grandi progetti, basta formare operai, saldatori, e insegnare loro dei mestieri. Per esempio l’ONG ‘Terre solidali’ e l’Università di Torino sono riusciti a creare 20 posti di lavoro con un microcredito di 25.000 euro a sostegno di iniziative imprenditoriali stabili affidate alle donne in Niger”.

Un accenno anche al ruolo dei giornalisti. “I giornalisti vivono assediati dalle critiche, dalla violenza – ha detto Ferrari - Noi giornalisti dobbiamo proteggere la libertà di stampa e, come dice spesso il presidente della repubblica Mattarella, questo è un dovere sempre più urgente su cui non possiamo soprassedere”. La conduttrice Daiana Paoli ha voluto chiudere la serata annunciando la giornalista mondiale contro la violenza sulle donne, in programma ogni anno il 25 novembre, e con l’augurio che la giovane giornalista Silvia Romano, rapita qualche giorno fa in Kenya, possa essere presto liberata. Nel primo pomeriggio di sabato, invece, nel piccolo cimitero di Dagala del Re (frazione di Santa Venerina), che ospita le spoglie della giornalista assassinata in Afghanistan, si è svolta una breve commemorazione di Maria Grazia Cutuli.

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