La "solitudine" del commissario per la ricostruzione Scalia: "Non mollo, sono uno camurriusu"

Dovrà gestire un tesoretto di oltre 250 milioni ma al momento è solo in una stanza del Comune di Acireale e senza una struttura umana e professionale di supporto

Incontriamo il commissario per la ricostruzione post sisma di Santo Stefano 2018 Salvatore Scalia qualche settimana prima di Natale. E' uomo di legge e di giustizia: è stato procuratore generale di Catania ma ha vagato anche per i posti più "duri" della Sicilia come Marsala e Nicosia e nella sua lunga carriera si è spesso occupato delle truffe all'Unione Europea, truffe negli appalti e in generali dei reati perpretati contro la pubblica amministrazione.

La ratifica della sua nomina a commissario per la ricostruzione è avvenuta in estate, tra un plauso unanime della politica. E' stato anche voce e guida dei terremotati nei mesi immediatamente successivi al sisma. Quindi a quasi un anno di distanza ci si aspetterebbe un iter per la ricostruzione già in moto con una macchina in pieno "movimento".

Scalia: "Ricostruire per restituire una casa ai terremotati"

Invece incontriamo Scalia, in una stanza gentilmente concessagli dal Comune di Acireale per svolgere la sua attività, in totale solitudine. Una signora, dipendente del Comune, lo aiuta per la burocrazia più spicciola e per la posta ma vediamo un uomo, solo, che deve gestire un ingente patrimonio e un gravoso compito. Con i dovuti e lontani paragoni sembra quasi che Scalia abbia ricevuto "pieni poteri" come all'epoca il generale Dalla Chiesa con un "telefono che non suona mai" mentre i terremotati trascoronno il secondo capodanno fuori casa.

Commissario a qualche mese dalla ratifica della sua nomina qual è la situazione, quali i tempi della tabella di marcia che si è dato e che somma ha a disposizione?

"La somma per ricostruire è sui 250 milioni: il problema è che è insufficiente. Poco fa ho avuto un report per la ricostruzione delle Chiese che è particolarmente consistente. Il nostro obiettivo è quello di fare rientrare la gente nelle case. E' necessario evitare che si ricostruisca nelle stesse zone dove vi sono stati terremoti, negli ultimi anni, che hanno danneggiato gli immobli, mentri in alcuni casi non si potrà ricostruire nello stesso posto. In altri casi dovremo sfruttare i sistemi che la tecnica oggi ci offre, ma dobbiamo ricostruire bene. Sui tempi: la mia nomina è arrivata solo a quasi un anno dal sisma, per ora si è pensato solo all'emergenza, come nel caso dei Cas e ai contributi per la piccola ricostruzione. Purtroppo, sino ad oggi, non ho una sola unità di personale che mi possa affiancare. Recentemente mi hanno mandato 36 milioni di euro ma non posso ottoccarli perché non ho un ragioniere e altro personale: è una cosa grave e spero che entro l'anno possa essere superata".

La burocrazia quindi rappresenta un nemico: queste lentezze non fanno ben sperare se vi sono i fondi ma non il personale...

"In questi due mesi la mia preoccupazione maggiore è stata combattere proprio questa forma di burocrazia. Nonostante tutti gli sforzi non sono riuscito a farmi rispondere per l'assunzione del personale all'interno della struttura per la ricostruzione. Assunzione che vuol dire, soltanto, trasferimento da altri settori della pubblica amministrazione e in totale sono solo sette unità di personale. Ho trovato fortissime difficoltà, ma io sono camurriusu! Giornalmente telefono, insisto e spero di poter realizzare la struttura entro la fine del mese e di cominciare con le attività proprie della ricostruzione".

Qual è la situazione burocratica attuale per la "piccola ricostruzione", ossia quella che conferisce contributi sino a 25mila euro per gli immobili danneggiati in maniera più lieve?

"Il collo di bottiglia è rappresentato dai Comuni. Circa 700 le pratiche per la ricostruzione leggera si sono fermate, ed evase sono state circa una cinquantina. Questo perché gli enti sono senza personale. La legge, su richiesta mia e dei comitati, ha previsto che potessi autorizzare nuove assunzioni di personale per i Comuni. Distribuiremo tra i nove comuni, in base ai danni subiti, 40 uinità in modo tale che così si potranno snellire le paritche dei 25mila euro".

Come sono andate le prime settimane di mandato, oltre le difficoltà che ci ha raccontato...

"Sono certo che per ricostruire serve qualcuno del territorio. Le difficoltà sono enormi, abbiamo l'emergenza che ancora continua e che si concretizza con il Cas e altri contributi. Noi dobbiamo e vogliamo far rientrare la gente in casa anche perché le somme messe a disposizione, intorno ai 250 milioni, sono solo una prima provvidenza e non basteranno per risaricire i danni per il risarcimento delle tasse non riscosse ai Comuni, per la ricostruzione pubblica e privata, per il pagamento dell'ufficio che si occuperà del contrasto alle organizzazioni criminali. Per questa ragione vogliamo fare presto".

Quale sarà il metodo di lavoro per la ricostruzione?

"La priorità assoluta è far rientrare la gente a casa. Ma con i tecnici stiamo studiando e dividendo il tutto in tre zone. Una prima nella quale non vi è un rischio sismico elevato e dove sarà concessa la ricostruzione al più presto. Una seconda zona, più vicina alla faglia dove saranno svolti studi specifici e dove sarà concesso di costruire con grande attenzione sul piano sismico e dove serviranno accertamenti approfonditi. Un'ultima zona, ancora piu vicina alla faglia, dovrà invece si dovrà attendere lo studio del territorio e accertamenti specifici prima di poter costruire".

Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese che hanno subito danni e cali di fatturato?

"Ci stiamo occupando delle sovvenzioni alle imprese per evitare che il settore commerciale ed economico dell'aria si desertifichi. E' evidente che vi sono imprese che hanno avuto difficoltà post sisma e avranno un supporto da parte dello Stato. Stiamo studiando un sistema per fare cose giuste e per bene: la legge è molto ampia e potrebbe dare contributi anche a chi non ha subito danni. Stiamo varando la maniera migliore per dare ristoro a chi ha subito davvero dei danni, evitando di dare somme a chi non ne ha diritto".

Come si coniuga, nella ricostruzione, velocità e legalità?

"C'è una struttura nel ministero degli Interni che controllerà le aziende che debbono ricostruire. Per quanto concerne eventuali "imbrogli" ci saranno verifiche a campione e ci sarà una forte corresponsabilizzazione da parte dei tecnici nella valutazione dei danni. Per quanto riguarda la legalità nel caso di immobili abusivi con ordine di demolizioni verranno demoliti. Se vi sono difformità edilizie, richieste di condono, il contributo è sospeso sino a quando non si sarà sanato l'illecito. Questa è una cosa che nel frattempo la popolazione può fare. Non è vero che qui siamo nel pieno di edilizia abusiva, spesso si tratta di cose che possono essere sanate. Invece chi chiede contributi per una casa abusiva è come se si autodenunciasse"

Cosa si sente dire ai terremotati per il prossimo anno?

"Non mi sento dire di promettere. Ma sono convinto che gran parte delle pratiche potranno essere evase perché ci affideremo a un sistema collaudato già a L'Aquila, dopo anni di ritardo, che è totalmente informatico e che consente di trasmettere le pratiche a Comune, Genio Civile e Soprintendenza in maniera veloce e a tutti gli attori in causa di lavorare su uno stesso tracciato. Il nostro ufficio valuterà la congruità del contributo anche in base all'immobile per cui è richiesto il finanziamento. Si potrà anche fruire del sisma bonus che si può sommare al contributo dato dal commissario per opere di rafforzamento, con detrazioni sulle tasse".

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