Chicchi riso e uva di Sicilia, le ricette degli chef

Cinque chef, cinque interpretazioni, assolutamente personali e singolari, dell’arancino. Un tripudio di sapori per la quarta edizione di Chicchi riso e uva di Sicilia, l’evento enogastronomico organizzato da Antonio Rosano e Giovanni Samperi, a Masseria Carminello a Valverde

foto di Brunella Bonaccorsi

Cinque chef, cinque interpretazioni, assolutamente personali e singolari, dell’arancino. Un tripudio di sapori per la quarta edizione di Chicchi riso e uva di Sicilia, l’evento enogastronomico organizzato da Antonio Rosano e Giovanni Samperi, a Masseria Carminello a Valverde.  

Per ogni portata il sommelier Salvo Di Bella e la delegata Ais Catania (Associazione italiana Sommelier) Mariagrazia Barbagallo hanno accoppiato un’etichetta che ne potesse risaltare gusto e sapori. Protagonisti della quarta edizione sono stati Tony Lo Coco che ha scelto i sapori del pesce e un’arancina non fritta proponendo l’Arancina ai frutti di mare accompagnata da un vino bianco, SciarediEst insolia; Rosanna Marziale ha voluto valorizzare un prodotto tipico della Campania, sua terra d’origine, cucinando la Palla di mozzarella ripiena di arancino accoppiata a un bianco Uva di agosto 2016, grillo e petit manseng; Bianca Celano ha chiamato ironicamente il suo piatto Arancino masculino, giocando sulla ormai consueta diatriba sul genere da attribuire al tradizionale prodotto gastronomico siciliano. Per il suo arancino i sommelier hanno scelto un vino frappato Tenuta Valle delle Ferle. Lo chef Giuseppe Raciti ha valorizzato i prodotti del territorio puntando anche sulla loro stagionalità, come nel caso dei funghi, scegliendo l’Arancino ai profumi etnei  accoppiato a un vino sirah in purezza, Rinazzo. Chiude la carrellata enogastronomica lo chef marchigiano Palmiro Carlini conun arancino dedicato al mondo dell’eros dal nome emblematico Mi piace quando mi tocchi- v.m. 18 anni accompagnato da Uve di agosto bianco 2015 Masserie Incarrozza, grillo e petit manseng. La serata è stata presentata da Antonio Iacona e Valentina Grippaldi. 

Di seguito le ricette presentate dai cinque chef. 

Arancina ai frutti di mare di Tony Lo Coco

Il risotto carnaroli viene tostato e mantecato. Si lavora con la cipolla, olio, curcuma e collatura di alici che dà sapidità al piatto senza dover utilizzare il sale. Va lasciato un po’ indietro di cottura e, una volta pronto, si lavora come se fosse un rollè di tecnica giapponese. A parte si preparano due ragù, uno bianco e uno rosso macchiato con l’astratto di pomodoro (passato ed essiccato al sole). Il ragù rosso va messo all’interno del riso che va girato come se fosse sushi. Deve riposare poi in frigo per almeno 4-5 ore. Si prepara la mollica di pane, tostata in padella con acciuga, olio d’oliva e zucchero di canna. Si spella a parte il pomodorino e si porta a cottura con l’aglio. A fine cottura va aggiunto il basilico. In parallelo l’acqua delle cozze si fa diventare acqua di mare. Cucinato il tutto si monta il piatto: si prende il riso dal frigo, si passa nell’olio e poi nella mollica, si procede alla panatura. Una volta panato va tagliato a porzioni. Alla base del piatto si inserisce il pomodorino, il ragù , il riso e l’acqua di mare. E per chiudere delle erbette su per completare.   

Palla di mozzarella ripiena di arancino di Rosanna Marziale

Preparate degli arancini non panati e fritti e posizionateli in un piatto, suddividendo in   4 porzioni. Sistemare la mozzarella di bufala in 2 piatti, farla allentare nel microonde a 800 W per 1 o 2 minuti, a seconda della consistenza. Allargare la mozzarella con le mani, quindi sistemare al centro gli arancini. Richiudere velocemente i lati della mozzarella (questo procedimento deve avvenire prima che si raffreddi). Formare delle sfere plasmando la mozzarella con le mani per restituirle la forma tondeggiante originaria. Asciugare le sfere di mozzarella ripiena e passarle dapprima nella farina, quindi 3 volte nell’uovo e nel pane bianco precedentemente tostato e grattugiato. Friggere le palle di mozzarella in olio di semi di arachide caldo a 170 °C, salare e pepare. Adagiare la sfera di mozzarella di bufala ancora bollente al di sopra delle salse. Decorare con  una striscia di riduzione di aceto balsamico.

Arancino masculino di Bianca Celano

Preparare il sugo di Alici, rosolare con poco olio extravergine d’oliva la cipolla bianca tritata, le mandorle tostate, l’uva passa ed il concentrato. Condire i filetti di Alici con sale e Finocchietto tritato finemente. Aggiungerli ed amalgamare. Quindi versare il passato di pomodoro e far cuocere per circa 10 minuti.  Far raffreddare. Cuocere le foglie di Tenerumi in acqua calda salata, scolarle immergendole subito in acqua e ghiaccio, così da fissare la clorofilla. Lessare le patate.  Frullare le foglie di Tenerumi con la buccia del limone verdello, la colatura di alici, la patata, sale, olio e brodo vegetale. Fino ad ottenere una crema. Cuocere la cipolla bianca tritata con l’acqua. Appena in ebollizione versare il riso. Portare a cottura. Amalgamare con burro ed emulsione di mandorle. Raffreddare. Preparare una pastella con Farina ed Acqua. Comporre delle palle di riso con all’interno la farcia di sugo alle Alici, passarle dalla pastella, e poi dal pangrattato. Friggere in immersione con abbondante Olio di Semi di Arachidi.
In una fondina versare la crema di Tenerumi, ed adagiarvi sopra l’Arancino con qualche foglia tenera di Finocchietto.

Arancino ai profumi etnei di Giuseppe Raciti  

Mettere in una casseruola l’acqua, il burro, sale e pepe, appena bolle mettere il riso, far andare a fiamma bassissima senza girare fon quando il riso nn assorbe tutta l’acqua. Appena pronto stendere in un tavolo e far raffreddare. Una volta freddo aggiungere le nocciole tritate e tostate e i petali dei fiori Tagete. Per la farcia far rosolare il cipollotto con il guanciale, aggiungere i funghi precedentemente spadellati e far insaporire per 10 minuti. Mettere il latte e portare a bollore, a parte fare un roux e quando il latte bolle unire quest’ ultimo al latte bollente e mescolare bene, insaporire si sale e pepe, parmigiano reggiano e rosmarino tritato. Alla fine quando il composto e freddo aggiungere la Vastedda del Belice grattugiata. Una volta fatti gli arancini, fare una pastella di acqua e farina e tagliare il pancarrè a cubetti per la panatura. Friggere a 180 gradi, adagiare alla base la crema al pistacchio e sopra il torroncino alle mandorle tritato finemente e qualche petalo di fiore Tagete

Mi piace quando mi tocchi – v.m. 18 anni di Palmiro Carlini

Riso di curcuma e zenzero con fagioli badda, pachino, capperi e lime, panato con acqua di mandorle e grano duro accompagnato su crema di melone siciliano, fave di cacao e fiore di sechuan button e apple blossom.

Potenziale: ossido nitrico altamente erotico 

sviluppo: endorfine, serotonina

reazione: empatia e benessere

note gustative: alcalina – acida – dolce / frizzante – anestetizzante - amara

bio ottimizzazione: vitamine ABCD, proteine vegetali, antocianine 

allergeni:  grano duro – acqua di mandorle – fave di cacao

Gli chef protagonisti

Palmiro Carlini, marchigiano, è studioso di neuro gastronomia, una scienza di cui si ritiene il primo rappresentante in Italia: «Il mio obiettivo è che io con un piatto posso farti raggiungere la massima felicità, ti posso far raggiungere l’orgasmo» dice. In estate lavora negli alberghi a quattro o cinque stelle della sua zona, mentre d’inverno predilige gli spostamenti all’estero ricoprendo il ruolo di Chef Startup: «Apro ristoranti italiani all’estero». È stato tra i protagonisti del programma televisivo Top Chef Italia.

Bianca Celano. Manager sino ai quarant’anni e poi la svolta. Nel 2013 Bianca apre il suo ristorante QQucina Qui, insieme al marito Fabio Gulino, un loft con un grande tavolo unico nel centro storico di Catania. La carta dei dolci viene firmata dal Maestro Pasticciere Corrado Assenza. Il 27 Gennaio 2018 decide di interrompere questa esperienza, sentendo il bisogno di una pausa dai ritmi di lavoro di ristoratrice. A maggio dello stesso anno inizia un suo percorso in giro per l’Italia, per raccontare la sua idea di cucina ed il suo amore per la Sicilia. La sua cucina è basata su ingredienti siciliani di eccellenza, accuratamente selezionati rispettando le stagioni e proposti in chiave contemporanea, combinando i sapori e giocando sui contrasti. Erbe, verdure selvatiche ed olio extravergine d’oliva gli elementi che reputa essenziali.

 Tony Lo Coco è chef e patron del ristorante I Pupi di Bagheria in provincia di Palermo. Si appassiona alla cucina sin da quando era bambino. Ha seguito questa predisposizione rendendola una professione e uno stile di vita. Oggi condivide il suo lavoro con Laura Codogno, consorte nella vita e socia in affari. Ha conquistato una stella Michelin.

Rosanna Marziale, una stella Michelin. È ambasciatrice nel mondo della mozzarella campana dop. Ha imparato a cucinare nel ristorante di famiglia poi è stata a bottega da Gianfranco Vissani e da Martin Berasategui. È alla guida del ristorante Le Colonne a Caserta dove mette mani, testa e cuore.

Giuseppe Raciti a 22 anni ha cucinato alla corte del maestro Santin (2 stelle Michelin), per passare poi dopo un anno al Principe Cerami di Taormina con Massimo Mantarro (2 stelle Michelin). Con lui si forma e sotto suo suggerimento va all’estero per formarsi e acquisire respiro internazionale.
Nel 2014 inizia la sua prima esperienza “indipendente” come chef di Zash.
Nel 2017 gli viene assegnato il titolo di miglior chef emergente under 30 del Sud Italia.

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