Motta Sant'Anastasia, mozione di sfiducia contro il sindaco Carrà

Durante l'ultima seduta del senato cittadino, alcuni consiglieri hanno infatti presentato una lunga mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino Anastasio Carrà. A pesare la gestione generale della cosa pubblica

Il malumore per la gestione dei servizio di raccolta rifiuti, unito a tante altri punti della vita amministrativa cittadina, è esploso nel Comune di Motta Sant'Anastasia. Durante l'ultima seduta del senato cittadino, alcuni consiglieri hanno infatti presentato una lunga mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino Anastasio Carrà. Il Sindaco e la sua giunta, secondo i i firmatari - Annalisa Puglisi, Anna Pesce, Antonina Di Mauro, Ivan Pellegrino, Carmelo Occhipinti, Concertto Roccasalva, Daniela Greco ed Antonella Santagati - sarebbero infatti responsabili di quelle che vengono definite " gravi inadempienze ai più elementari dettami di correttezza e buona gestione politico-amministrativa, oltre che  programmatiche". 

In particolare, secondo quanto è possibile leggere nell'atto, i firmatari parlano di attività politica "pesantemente ingessata", di "uffici comunali che non danno risposte ai bisogni elementari dei cittadini", anche per quanto riguarda le "richieste di ordinaria amministrazione". Ma non solo. "La revisione dell’organizzazione degli uffici e del personale non è mai stata programmata e portata a termine, lasciando intatta una struttura organizzativa farraginosa ed antieconomica, anzi le uniche modifiche sono state fatte contro i principi di efficacia ad economicità con lo sdoppiamento dell'area IV", aggiungono i rappresentati politici. 

Anche "gli atti fondamentali della vita amministrativa dell’ente (bilanci di previsione)" non sono "mai stati prodotti, nel corso della legislatura, nei tempi prescritti dalla legge, ma sempre successivamente alle ripetute richieste della regione e spesso dopo la messa in mora formale e l’invio di commissari ad acta"."La maggior parte delle opere realizzate sono state frastagliate in interventi più o meno piccoli senza il rispetto dei principi di economicità e affidamento con gara d'appalto". "La gestione di lavori e servizi - aggiungono - è per lo più gestita con affidamenti diretti contro i principi della pubblica amministrazione, della trasparenza, della rotazione e soprattutto dell'economicità  (vedi molteplici lavori affidati da area VI, consulenze legali, etc...) ". 

Ad essere criticata è anche la gestione del Piano regolatore generale, la cui revisione, secondo i consiglieri "non ha una chiara impostazione programmatica e risulta in clamoroso ritardo rispetto ad una scadenza ampiamente prevedibile generando, di conseguenza, un sostanziale blocco di molte attività legate alla programmazione urbanistica sia privata che pubblica". Ma,come spiegano i bene informati, in realtà, il punto nodale dell'atto di sfiducia sarebbe di fatto quella che viene considerata come una gestione della cosa pubblica poco attenta alle reali esigenze del territorio. Soprattutto in riferimento alla mancata partecipazione, negli anni di mandato, ai tanti progetti messi a disposizione dall'Unione Europea.

C'è tuttavia anche una questione squisitamente politica. "La frammentazione del quadro politico rispecchiata dal frequente passaggio dei consiglieri comunali da un gruppo politico all’altro o la loro dichiarazione di indipendenza  - affermano - testimonia la dissoluzione del vincolo fiduciario che ha legato i consiglieri al Sindaco al momento dell’elezione". Per questi motivi i consiglieri chiedono "la convocazione in seduta straordinaria, entro i termini previsti dalla legislazione vigente, del Consiglio Comunale al fine di mettere in discussione e procedere alla votazione per appello nominale della superiore mozione di sfiducia". 

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