Università, Suriano (M5S): “Valutare eventuale incompatibilità di La Via"

La deputata pentastellata ha annunciato un'interrogazione al ministro a seguito della nomina a direttore generale dell'ateneo dell'ex eurodeputato

La deputata del Movimento Cinque Stelle Simona Suriano ha predisposto un’interrogazione parlamentare, rivolta al neo ministro all’Università e Ricerca, per verificare se la figura del neo direttore generale dell’ateneo catanese, Giovanni La Via, sia compatibile con il nuovo incarico alla luce del recente passato da esponente politico.

“Chiederò al ministro all’Università di verificare l’eventuale incompatibilità di La Via nella carica di diretto generale”, annuncia Suriano. “Infatti, secondo il decreto legislativo n. 165 del 30/03/2001, emerge che ‘non possono essere conferiti incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni’. Inoltre la legge 240 del 2010 impone, per la scelta del direttore generale, figure con comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali. Funzioni che il neo- direttore generale, in politica dal 2006, non ha avuto. Attendiamo una scrupolosa verifica da parte del Ministero e continueremo, dopo lo scandalo Università Bandita, a tenere – anche con il nuovo ministro, così come fatto con il predecessore Fioramonti – alta la guardia sull’ateneo catanese”.

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“Sin dalla nomina di Giovanni La Via – spiega Suriano – ho espresso forti perplessità. L’università di Catania, uscita a pezzi da un’inchiesta della magistratura, aveva bisogno di un radicale rinnovamento e di recidere tutti I legami con gruppi di interesse, con la politica, con le lobby. Invece il neo - rettore ha scelto proprio un politico, di lungo corso, che ha governato con Cuffaro e che è stato europarlamentare sino a pochi mesi fa, passando da destra a sinistra – e poi tornando a destra – con estrema disinvoltura. Una figura che certamente non coincide con i propositi di cambiamento e rinnovamento sbandierati dai vertici dell’ateneo”.

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