Il Judo come arte marziale anti-devianza minorile nei quartieri periferici di Catania

Il maestro catanese di Judo Domenico Corsaro, titolare della struttura Yamato Catania, organizzatore di eventi delle “Polisportive giovanili salesiane” e già in passato insegnante di arti marziali presso la struttura salesiana della “Salette” a San Cristoforo, illustra i benefìci dello sport contro il disagio sociale dei giovanissimi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Judo come arte di vivere nel rispetto delle regole. Un atterramento... alla devianza dei ragazzi. Proprio come una mossa andata a buon fine, di arti marziali orientali. Il Judo, la pratica marziale giapponese, come efficace antidoto alla piaga sociale della devianza minorile nei quartieri periferici catanesi? La risposta, per il maestro catanese di lungo corso, dell'arte marziale della “cedevolezza”, Domenico Corsaro, è proprio “sì”. Lo sport per combattere e contrastare il disagio sociale degli adolescenti, nelle aree a rischio dispersione scolastica, per tenerli lontani dai pericoli della strada. Tanti i giovanissimi che affollano le nostre periferie, a partire dal popoloso rione di Librino che conta oltre 70 mila cittadini abitanti, fino al quartiere “a rischio” di San Cristoforo, con quasi 60 mila abitanti. Il riscatto di zone degradate della città, passa dal recupero di giovani e giovanissimi residenti; grazie soprattutto alla valenza formativa dello sport, e del judo in questo caso.

“Io lo chiamerei 'il fortino della Salette' - spiega il maestro catanese di judo Domenico Corsaro, organizzatore di kermesse agonistiche targate 'Polisportive Giovanili Salesiane', già insegnante di arti marziali per tre anni presso l'oratorio dei Salesiani di Santa Maria delle Salette a San Cristoforo -. Lì ho insegnato alcuni anni fa, judo, riuscendo a portare sul tatami, ragazzi e ragazze dai 10 ai 15 anni d'età, tutti con grosse problematiche sociali alle spalle. Devo dire che alla fine di ogni anno, i ragazzi e le ragazze non vedevano l’ora di continuare la pratica del judo presso la mia palestra, la Yamato di Catania, ospitata ancora oggi all'interno dei locali dello stadio catanese 'Massimo'; infatti me li portavo nella mia palestra, per poter continuare l’allenamento sul tatami. Non nego che è stata una grande soddisfazione, quando alcuni di loro, grazie all'esperienza degli allenamenti di judo e della disciplina appresa, oggi, quando li incontro per strada mi raccontano di come siano cambiati nei loro atteggiamenti verso gli altri e nei riguardi del contesto in cui vivono. Poi questa esperienza è finita, per motivi che non riguardano la mia volontà, ma all'organizzazione interna delle strutture salesiane”. Secondo indagini statistiche di anni addietro, nel popoloso rione catanese di San Cristoforo, sarebbero circa 12 mila i minori, e di questi ultimi, circa il 13 per cento sarebbe in carico ai Servizi sociali, per provvedimenti penali o di natura civile; altissimo è l'indice di evasione scolastica, così come quello di criminalità minorile. Decine di apprendisti judoka del popoloso rione catanese, sono riusciti a proseguire l'attività e la pratica judoistica, anche negli anni a seguire. “Il rispetto delle regole, la disciplina per raggiungere obiettivi sani, il rispetto del compagno, l'autodisciplina, l'arte di vivere vera e propria - continua il maestro Mimmo Corsaro -, si apprendono anche attraverso lo sport e il suo risvolto sociale. Il recupero dei ragazzi, in certi ambienti, per tenerli lontani dai pericoli della strada, passa anche dal fascino e attrazione esercitati da una pratica sportiva sana, anzi marziale, che impone spirito di sacrificio, regolarità di un impegno settimanale da rispettare, possibilità di confrontarsi con un avversario nel rispetto reciproco sul tatami di una gara. Tutto questo forgia il carattere del giovane atleta, di bambini e ragazzi di 8-12 anni, sia maschietti che femminucce”. Cosicché, dalla frequenza assidua di una palestra, alla frequenza della scuola dell'obbligo, in passo sarà breve...

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