Aci Castello, gli schieramenti in campo per le amministrative

Il centro-destra avrà i simboli di partito, ma diversi esponenti territoriali hanno scelto la strada "civica"

Aci Castello si prepara a una tornata elettorale che si preannuncia movimentata, soprattutto alla luce delle fratture, più o meno insanabili, che si sono consumate durante la fase che ha portato alla definizione di candidati e schieramenti. I castellesi saranno chiamati il 28 aprile a scegliere chi dovrà occupare la poltrona del sindaco uscente Filippo Drago non più ricandidabile.

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A raccogliere l'eredità amministrativa di Drago, candidandosi in continuità con l'azione del primo cittadino uscente, sarà Ezia Carbone, attuale vice sindaco e sostenuta da 5 liste a traino centro destra: a partire dalle liste con i simboli di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, passando per “Grande Aci Castello” di matrice lombardiana fino alla lista del candidato sindaco con la stessa Carbone come riferimento. Ed è proprio sulla candidatura di quest'ultima che si sono verificate le faide interne in casa centro destra, tra i “niet” imposti dalla base e la volontà dei vertici di partito di condurre la competizione elettorale sotto la bandiera del centro destra unito.

“Centro destra unito? Sì ma senza i militanti – commentano alcuni esponenti di centro destra che hanno scelto di convergere verso la candidatura dell'attuale presidente del Consiglio comunale Carmelo Scandurra – non abbiamo accettato la presa di posizione unilaterale delle segreterie che, di fatto, hanno imposto il sostegno alla Carbone. Per molti di noi che hanno fatto opposizione all'amministrazione uscente, tutto ciò ha avuto un significato ben preciso: nessuna volontà di cambiamento”.

A guidare questa sorta di “ammutinamento” è stato Massimiliano di Modica, uno dei tre assessori accusati di tradimento dallo stesso Drago. La candidatura di Carmelo Scandurra sarà sostenuta quindi da ben 7 liste di varia estrazione politica con riferimenti politici precisi (16 consiglieri uscenti) che per l'occasione indosseranno gli abiti del “civismo”: “Movimento civico”, lista che fa riferimento al candidato sindaco, “Popolari per Aci castello”, Vivi Aci Castello, Aci Castello nel cuore”, “Insieme per Aci Castello”, “Patto civico” e la lista “Mst”. A completare il quadro, ci sarebbe la “benedizione” del deputato regionale Luca Sammartino, nome che continua ad essere associato al candidato sindaco ma che presumibilmente viene da molti tirato fuori solo per mostrare una “potenza di fuoco” a deterrenza degli avversari.

Si prospetta dunque un fronte “civico” con alta valenza politica, e una compagine prettamente politica che dovrà però mettere in atto un reclutamento ad ampio spettro per la composizione delle liste. Una considerazione che è stata fatta propria da diversi esponenti locali di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Ma per Manlio Messina, coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, le cose stanno in maniera diversa: “Dal nostro punto di vista il gruppo di Fratelli d'Italia ad Aci Castello è vivo e vegeto – ha dichiarato a CataniaToday – se molti hanno scelto di seguire strade diverse non significa che la causa sia da addebitare al partito. Le nostre liste saranno composte da persone della società civile, da imprenditori e da esponenti che fanno parte a pieno titolo della nostra parte politica, la nostra strategia è chiara: il centro destra unito vince. La differenza è che noi scenderemo in campo con le nostre liste e i nostri simboli, chiari e ben riconoscibili; lo schieramento che si contrappone a noi, come spesso avviene, sceglie invece di non presentare il simbolo del Pd. Una scelta non trasparente, ma che possiamo comprendere visto lo scarso ascendente che ha negli elettori”. A completare il quadro c'è la candidatura di Antonio Bonaccorso del Movimento 5 Stelle con una lista a sostegno. In questi giorni dovranno essere ufficializzate tutte le candidature in vista della presentazione delle liste che scadrà il 3 aprile.

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