Ritorna in Tribunale l'inchiesta sul disastro della facoltà di Farmacia

Questa mattina è ritornata in Tribunale la questione della strage dentro i laboratori della Facoltà di Farmacia. Il Gup Alessandro Ricciardolo dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio, per disastro ambientale, avanzata dalla Procura della Repubblica

Questa mattina è ritornata in Tribunale la questione della strage dentro i laboratori della Facoltà di Farmacia. Il Gup Alessandro Ricciardolo dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio, per disastro ambientale, avanzata dalla Procura della Repubblica con il Pm Lucio Setola, contro 12 imputati, tra dirigenti, funzionari e tecnici universitari. Nelle ultime udienze di luglio, la questione discussa è stata quella relativa alla costituzione di parte civile di alcune associazioni.

Le Difese degli imputati si sono, infatti, opposte alla costituzione di parte civile di "Cittadinanzattiva", di Cgil e di Codacons, in quanto non ci sarebbe per loro interesse diretto.Il 29 settembre, il Gup dovrà decidere se aprire o no il processo. Venti le parti civili, tra questi non c'e' l'universita' di Catania.


In particolare la Procura ha ravvisato gli estremi per le imputazioni a carico di 12 soggetti tra dirigenti, tecnici e amministrativi dell'Università scaturenti dalla contestata mancata osservanza delle norme di tutela dell'ambiente.

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E'  ancora ancora pendente al Gip la richiesta della Procura di fare svolgere un incidente probatorio per accertare se vi sia un nesso di casualità tra i casi di morti per tumore di ricercatori e studenti della facoltà di Farmacia e il disastro ambientale avvenuto alla cittadella universitaria. Questa seconda inchiesta, che ipotizza i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, ed è stralciata dalla prima, è stata aperta dopo la denuncia del padre di Emanuele Patanè, un ricercatore morto di tumore che dopo l'avvio dell'indagine ha reso pubblico il testamento del figlio contenuto del computer portatile del giovane.

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