I Cinque Stelle "avvisano" Pogliese: "Se Bonaccorsi non si dimette porte chiuse a Roma!"

Conferenza stampa di fuoco degli esponenti grillini dopo il caso nato dalla telefonata "rubata" tra il consigliere Grasso e l'assessore Bonaccorsi

Lo stato maggiore del Movimento Cinque Stelle ha chiesto, stamattina in un’affollata Sala Coppola, le testa dell’assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi e del consigliere Giovanni Grasso per il “caso” sollevato dalla famosa telefonata finita per sbaglio in un gruppo whatsapp pentastellato.

La reazione di Simona Suriano - Video

Tra dirette facebook, decine di attivisti che applaudivano a spron battuto, fogli con su scritto “dimissioni” è andata in scena una conferenza – comizio che ha mosso gravi rilievi al sindaco Pogliese.

Presenti, tra gli altri, deputati europei, nazionali e regionali, i senatori Mario Michele Giarrusso, Tiziana Drago, i parlamentari Simona Suriano, Luciano Cantone, i deputati regionali Jose Marano, Gianina Ciancio e il neo deputato europeo Dino Giarrusso.

“Siamo qui – ha spiegato Lidia Adorno, la consigliera finita al centro della telefonata tra Grasso e Bonaccorsi – per chiedere le dimissioni da consigliere di Grasso e di Bonaccorsi da vice sindaco: E’ inaccettabile che un consigliere del Movimento si interfacci, con la maggioranza, in questo modo ed è altrettanto vergognoso essere rappresentati da un assessore che gestisce denari pubblici che parla così”.

Tiziana Drago chiede le dimissioni di Grasso e Bonaccorsi - Video

I pentastellati hanno ringraziato l’ex sindaco Bianco per la solidarietà espressa e hanno puntato il dito contro il silenzio del sindaco Pogliese sulla vicenda.

L’altro consigliere citato nel corso della chiamata, Graziano Bonaccorsi, è intervenuto per sottolineare che “il Movimento si libera di una zavorra come Grasso che criticava la nostra attività, gli accessi agli atti, le interrogazioni. C’erano momenti in cui era molto partecipe, altri in cui non seguiva il gruppo”.

Per i portavoce cittadini del Movimento i motivi dei “fastidi” della maggioranza, esemplificati dalla chiamata registrata, sono da addebitare alla vicenda dei “bagni d’oro” del Comune e alla nota dei revisori dei conti che ha evidenziato “gravi criticità” e che – secondo i grillini – ha portato alle dimissioni il presidente del collegio.

I termini più duri li ha utilizzati il senatore Giarrusso preannunciando persino l’intervento della commissione nazionale antimafia e una “porta chiusa” in faccia al sindaco quando andrà a chiedere nuovamente interventi in merito al dissesto.

“Mentre il sindaco Pogliese – ha detto Giarrusso – va a battere cassa a Roma qui spende 100mila euro per la pulizia dei bagni. Con che faccia si vengono a presentare a Roma quando i revisori scrivono quella nota?”.

“Qualunque altro sindaco – prosegue il senatore pentastellato – avrebbe reagito: Bonaccorsi non ha reso credibile Catania. Chiediamo inoltre quali siano state le pressioni che hanno spinto il presidente dei revisori a dimettersi. Chiediamo l'intervento del prefetto sulla vicenda".

Nella lunga conferenza stampa, dove hanno parlato quasi tutti gli esponenti grillini presenti, è emerso un dato da parte dei pentastellati particolarmente allarmante per la città: nessun dialogo per Catania finché Bonaccorsi non si dimetterà.

Gianina Ciancio, deputata all’Ars, prova ad “addolcire” i toni al termine dell’incontro: “Noi abbiamo dialogato con il sindaco fino a poche settimane fa. Ci ha convocati e siamo venuti, ci siamo stati e ci saremo. All’Ars, in commissione bilancio, abbiamo consentito l’approvazione dell’emendamento per concedere liquidità al Comune utile al pagamento degli stipendi”. Gli altri deputati presenti hanno rivendicato il lavoro svolto per Catania e l'arrivo di fondi per il sociale.

Adesso, però, dopo le richieste grilline rimane una città che vede la geografia del consiglio comunale cambiare ancora e con tante incognite per il futuro. Ieri è arrivata la lettera delle associazioni dei genitori con figli disabili: a loro non basteranno le dimissioni di Bonaccorsi per risolvere i problemi.

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