Mafia: processo ai fratelli Lombardo, udienza per reato elettorale

E' prevista l'audizione in videoconferenza di Eugenio Sturiale ritenuto dalla Procura un ex 'colletto' bianco del clan Ercolano da tempo passato, dopo essere transitato alla cosca Laudani

Oggi a Catania nuova udienza davanti al giudice monocratico Michele Fichera della quarta sezione penale del Tribunale di Catania del processo per reato elettorale al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.

Nella scorsa udienza sono stati sentiti i collaboratori Maurizio Di Gati, Francesco Ercole Iacona e Maurizio Saverio La Rosa, quest’ultimo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’accusa per questo processo, è rappresentata dai Pm Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro, che ricordiamo hanno chiesto l’archiviazione in base alla sentenza Mannino per l’altro troncone del processo "iblis" dove i fratelli Lombardo vengono accusati del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, che il Gup Luigi Barone ha rigettato, imponendo l'imputazione coatta per i due fratelli di fronte a un nuovo giudice.

Per il Gup Barone ci sarebbero elementi indiziari sufficienti a giustificare l'azione penale, scrive parlando del concorso esterno e della sentenza Mannino: "l'accordo, oltre che nell'adempimento da parte dei politici collusi degli impegni assunti in favore della consorteria, può trovare concretizzazione in un mutamento delle strategie criminali dell'associazione fondato sul nuovo elemento di forza acquisito".

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E' prevista l'audizione in videoconferenza di Eugenio Sturiale ritenuto dalla Procura un ex 'colletto' bianco del clan Ercolano da tempo passato, dopo essere transitato alla cosca Laudani, al gruppo storicamente rivale dei Cappello legati ai Cursoti. In passato era stato coinvolto nell'inchiesta sulla gestione di alcuni supermercati e successivamente era stato inquisito dalla Dia nell'ambito di indagini patrimoniali a prestanome di Cosa nostra.  È stato arrestato nell'ottobre 2009 dalla squadra mobile di Catania nell'ambito dell'operazione Revenge per fermare una sanguinosa faida che stava per esplodere a Catania.
 

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