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Sabato, 24 Settembre 2022
Vendita e Affitto

Come procedere alla revoca dell'amministratore di condominio

Sono solamente due le strade percorribili, la prima tramite l'assemblea, la seconda ricorrendo all'autorità giudiziaria

Negli edifici dove risiedono almeno 8 persone è necessaria la figura dell'amministratore di condominio. A quest'ultimo il compito di conduzione dell'edificio, di vigilanza sulla manutenzione, di riscossione delle somme dovute, di calcolare le spese. 

Può essere scelto tra i condomini o ci si può affidare ad un professionista esterno. Non di rado avviene però che i rapporti tra l'amministratore ed i condomini non siano idilliaci, motivo per il quale si vuole procedere alla sua revoca.

Questa è però una situazione che richiede qualche delucidazione. Eccola.

L'amministratore di condominio può essere revocto o tramite assemblea condominiale o per via giudiziaria (nel caso in cui non basti l'assemblea, in questo caso è possibile che anche un singolo condomino possa prevalere sull'amministratore).

In entrambi i casi è però necessario seguire una serie di passaggi.

Nel primo caso bisogna convocare l'assemblea e convincere l'amministratore a fissare una seduta straordinaria. Se però la richiesta perverrà da almeno due condomini che da soli rappresentano 1/6 dei millesimi del palazzo, l'amministratore non avrà scelta ma dovrà necessariamente convocare l'assemblea straordinaria.

All'assemblea si procederà con la votazione: per la revoca è sempre previsto un quorum particolare. Se questo quorum viene raggiunto l'amministratore decade dal suo incarico, ma solamente dopo la nomina del suo successore.

La procedura giudiziale è più complessa. Occorre infatti una sentenza del tribunale in tal senso e la presenza di prove inconfutabili, alla presenza delle quali si potrà ottenere non solo la revoca ma anche il vantaggio che il dimissionario non potrà più essere rieletto. 

Il ricorso può però presentarsi solamente in determinati casi: 

1. Decisioni personali: il ricorso può essere presentato se l’amministratore ha adottato decisioni per conto proprio, evitando il voto dell’assemblea

2. Mancata presentazione del rendiconto: il rendiconto di gestione è un documento fondamentale e se l’amministratore non lo presenta entro 180 giorni dalla fine dell’esercizio si può procedere con la revoca

3. Irregolarità gravi: con queste due parole si intendono diversi comportamenti negativi, come ad esempio la mancata riscossione dei crediti condominiali, fatture “gonfiate”, mancata apertura del conto corrente condominiale

4. Inescusabile superficialità: in questo caso non esistono esempi veri e propri, visto che si intendono le condotte che vanno a danneggiare i condomini, oltre che dannose e contrarie agli interessi del condominio

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