Campionamenti Goletta Verde, a Catania 2 siti inquinatissimi

La Goletta Verde di Legambiente ha effettuato 24 campionamenti in Sicilia, la metà sono risultati molto inquinati.

Il passaggio siciliano della Goletta Verde ha registrato ancora troppi risultati negativi per quanto riguarda le acque con addirittura la metà dei campionamenti che ha fatto riscontrare valori fuori norma, anche nel catanese. In particolar modo sono i prelievi effettuati in prossimità di foci e scarichi che non sono per nulla positivi, con la presenza di valori di escherichia coli e enterococchi intestinali notevolmente al di sopra di quanto consentito dalla legge.

Dodici prelievi sono risultati “fortemente inquinati”, con carenze depurative importanti specialmente nei pressi dei fiumi, fatto che certifica carenze depurative notevoli a partire dai comuni dell’entroterra. Legambiente sottolinea come in quest’anno assolutamente nulla è stato fatto per rimediare alla questione della depurazione che aveva portato alla condanna dell’Unione Europea  per inadempienza alla direttiva comunitaria relativa al trattamento dei reflui urbani. In Sicilia furono condannati il 52% dei comuni italiani che non rispettarono i parametri richiesti. Questi oggi hanno a disposizione oltre un milione euro, per risolvere problemi strutturali che rischiano di non esser utilizzati per la mancata progettazione.

I dati raccolti dalla campagna della Goletta verde, in collaborazione con il COOU – Consorzio Obbligatorio degli Olii Usati- non lascia molti dubbi sul dove e come intervenire.

Dei tre campionamenti effettuati a Catania due sono risultati "fortemente Inquinati". Il primo nel comune di Catalabiano, in località San Marco, nei pressi della foce dell'Alcantara e il secondo ad Acicastello, nei pressi dello scarico fognario di Porto di Acitrezza.

Ma purtroppo anche nelle altre province siciliane lesituazioni sono critiche. Fortemente inquinate sono risultate le acque campionate a : Calatabiano e Acicastello, provincia di Catania; Priolo e Siracusa, nella provincia siracusana; Gela , provincia di Caltanissetta, Castelvetrano,  Trapani;la foce del fiume Salso a Licata, in provincia di Agrigento;Terrasini, Termini Imerese e altri due campionamenti a Palermo.
 

La direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni: “La Sicilia gode di panorami mozzafiato, spiagge ancora intatte e molti tratti di mare con acque cristalline. Non possiamo permettere che questo patrimonio venga distrutto dall’incapacità di chi non riesce da anni a risolvere il problema della depurazione – ha continuato al Muroni – Quella della depurazione dei reflui è un’emergenza per l’intero territorio italiano, ma qui in Sicilia si riscontrano ancora percentuali elevatissime di scarichi che finiscono direttamente nei fiumi e quindi nel mare, senza essere opportunamente depurati. Non bisogna continuare a cullarsi nel far nulla, chiedendo a questo mare capace di una grande rigenerazione uno sforzo non più sostenibile. Le nostre analisi ancora una volta mettono in risalto queste criticità ed è arrivato il tempo che chi è stato chiamato a gestire questa emergenza faccia qualcosa. Ne va del futuro di quest’isola, già sotto attacco da parte di costruttori senza scrupoli. La stessa economia turistica - ha concluso la direttrice-  potrà crescere solo se riusciremo a immaginare uno sviluppo diverso, che sia davvero sostenibile e duraturo”.

"La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”- spiega Antonio Mastrostefano, responsabile Comunicazione del COOU-. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. Se eliminato in modo scorretto – ha continuato  - questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. - ha concluso Mastrostefano.

 Nel 2012 in Sicilia, il Consorzio ha raccolto 7.227 tonnellate di oli lubrificanti usati

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