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Linguaglossa, Simone Martini incontra Salvatore Incorpora: Il racconto del sacro

La mostra che costituisce un brillante incontro tra la Pinacoteca Nazionale di Siena e il museo Messina è stata promossa e sostenuta dall’Associazione Culturale Salvatore Incorpora con il patrocinio della Regione Sicilia e del Comune di Linguaglossa

Continua a Linguaglossa, con successo di pubblico, al museo Messina- Esposizione permanente Incorpora, la mostra “ Simone Martini incontra Salvatore Incorpora, il racconto del Sacro“, a cura di Anna Maria Guiducci, past-direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena, e dello storico dell’arte Antonio D’Amico. La mostra che costituisce un brillante incontro tra la Pinacoteca Nazionale di Siena e il museo Messina è stata promossa e sostenuta dall’Associazione Culturale Salvatore Incorpora con il patrocinio della Regione Sicilia e del Comune di Linguaglossa.

L’esposizione è dedicata al presepe ed esibisce oltre alle pregevoli e ben note opere di Salvatore Incorpora (tra cui i famosi presepi) tre prestigiosi capolavori provenienti dalla Pinacoteca Nazionale Di Siena. La “Madonna con Bambino” che faceva parte di un più grande trittico, del primo decennio del trecento, di Simone Martini, allievo di Duccio di Boninsegna e spesso accostato a Giotto. E’ senz’altro un’opera anzi l’opera di maggiore pregio della mostra. La “Natività di Gesù “ di Andrea Di Bartolo inizio XV secolo, piccolo manufatto in miniatura che veniva dedicato alla devozione privata e infine la “Adorazione dei pastori” di Leandro Bassano inizio XVII secolo proveniente dal Veneto e facente parte della collezione Spannocchi-Piccolomini . Sono presenti inoltre due Natività di Gemma Murizzi Incorpora che, come ha scritto Sebastiano Grasso descrivendo la mostra sul Corriere della Sera del 19 dicembre 2018, fu…” a guidare i primi passi del figlio Salvatore. Anzi, più che a guidare, a contenere la sua indole generosa e, talvolta , addirittura furiosa” Ogni visitatore, nel vedere questa mostra gode del privilegio di attraversare il tema “magico” della natività, pervaso di religiosità e carisma, ma anche di antiche suggestioni percorrendo, senza accorgersi, un lungo spazio temporale che copre oltre otto secoli di bellezza e arte il cui fascino, seppur a varie latitudini, riesce ancora a creare uno straniamento che è privo di tempo ma pieno di incontaminata poesia. La mostra proseguirà fino al 30 marzo ed è disponibile il catalogo.

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