Sabato, 24 Luglio 2021
Teatro

Le "comari" scespiriane all'Ardizzone Gioeni: atmosfere da "globe theatre"

La regìa di Giovanni Anfuso valorizza l'architettura dei luoghi utilizzando le balconate come scena per gli attori e recuperando anche la suggestione delle voci recitanti che circondano lo spettatore

foto Santo Consoli

“Finalmente torniamo a fare il nostro lavoro dopo ben due stagioni di stop legato all'emergenza epidemica. Il comparto della cultura della Sicilia deve ripartire, poiché è una realtà fatta di sane economie e rappresenta un indotto turistico importantissimo. È stato entusiasmante sentire nuovamente gli applausi del pubblico a scena aperta”. A commentare la serata di debutto de “Le Allegre Comari di Windsor” è proprio Giovanni Anfuso, regista della commedia scespiriana in scena all'interno del chiostro neogotico dell'Istituto per ciechi Ardizzone Gioieni. “Noi facciamo la nostra parte perché il pubblico ha voglia di tornare a fruire di tutte le attività culturali”, ha dichiarato a CataniaToday". Spazi e pubblico ordinatamente distanziati, nel rispetto delle norme anticovid.

Un cast efficace, che restituisce adeguata personalità alle maschere di Shakespeare, una regia dinamica che valorizza anche l'architettura dei luoghi: Anfuso riesce a creare l'atmosfera del “Globe Theatre”, utilizzando le balconate con gli archi a sesto acuto come scena per gli attori e recuperando anche la suggestione delle voci recitanti che circondano lo spettatore, una sorta di “surround” del XVII secolo. A 'tirare dentro' lo spettatore in questa 'scena totale' sono i bravissimi: Angelo D’Agosta, Valentina Ferrante, Barbara Gallo, Plinio Milazzo, Luigi Nicotra, Salvo Piro, Liliana Randi, Davide Sbrogiò e poi Pietro Casano, Gabriele D’Astoli, Corrado Drago, Luciano Fioretto, Giulia Messina, Davide Pandolfo, Francesco Rizzo, Fabrizio Scuderi, Mattia Valenti.

Lo spettacolo è prodotto da Buongiorno Sicilia e Vision Sicily con il sostegno di Regione e Comune e di sponsor privati. “Davvero una bella pagina di teatro - ha dichiarato Paolo Di Caro, responsabile della direzione Cultura del Comune di Catania -, dalla prova degli attori, agli elementi scenografici, ai costumi, alle luci, ai colori con i quali è stato ‘vestito’ questo splendido chiostro. Un cast straordinario, una prova corale di grandissimo livello in uno scenario davvero incredibile. Quando il teatro non ha bisogno di creare delle scenografie perché sfrutta le architetture di una città capace di esprimere bellezze come l’Ardizzone Gioeni, credo che sia un piacere per gli artisti. E il pubblico, ovviamente, ne gode in maniera straordinaria”. “Una messinscena esilarante tra cartoon e allegoria - ha sottolineato Liliana Nigro, docente di Storia del Costume per lo spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Catania. “Le allegre Comari sono un’evoluzione elisabettiana dei morality play medioevali, in cui, a esser messi alla berlina, in forma di commedia, sono gli imbrogli di Falstaff, proiettati in un’atmosfera senza tempo, tra pistole, biciclette e telefoni”. “Un’esperienza magnifica - l’ha definita Giusy Belfiore, presidente dell’Associazione guide turistiche di Catania - in un posto magnifico: questo chiostro è la cornice perfetta per la vicenda narrata. Contestualizzare la commedia shakespeariana in questo ambiente è una combinazione magica, alchemica. Soprattutto quando le architetture dei Fichera vengono colorate dalle luci, accrescendo il brio della vicenda narrata”.

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