Assessori regionali, da Catania spunta il nome di Manlio Messina: "Deciderà il partito"

Dopo il boom della lista Fratelli d'Italia, il segretario provinciale Messina potrebbe essere in squadra con Nello Musumeci. Su di lui, però, ancora pende un procedimento giudiziario e potrebbero essere in molti gli scontenti anche all'interno della sua formazione

Dopo il boom della lista di Fratelli d'Italia, con un insperato 8 per cento e i circa 2.700 voti di Carmelo Nicotra alle ultime elezioni regionali, il segretario provinciale Manlio Messina potrebbe essere in squadra a Palermo con Nello Musumeci. A confermare quest'ipotesi, avanzata questa mattina dal quotidiano online Livesicilia Catania, è lo stesso Messina che però tiene a precisare a CataniaToday: "Preferirei puntare piuttosto su una candidatura al parlamento nazionale, progetto sul quale lavoro ormai da due anni, seguendo le indicazioni di Giorgia Meloni". Una missione, quella romana, che tuttavia l'attuale consigliere comunale potrebbe mettere da parte per unirsi alla futura squadra palermitana di Nello Musumeci, che con il 6% della sua lista personale, #DiventeràBellissima, dovrà necessariamente dare spazio ai più grandi. "Sono onorato che si parli di me - chiarisce a CataniaToday - se il partito deciderà in tal senso io mi adeguerò e come un soldato eseguirò gli ordini ma, ribadisco, il mio obiettivo è lavorare per ottenere un buon risultato alle prossime consultazioni nazionali".  

L'ingresso in Consiglio comunale e l'isolamento

Un riconoscimento che, se si considera la recente storia politica di Messina, è senza dubbio il risultato di una serie di scelte e di alleanze che, da una posizione di netto svantaggio, hanno risollevato il destino politico del consigliere. Solo qualche anno fa, infatti, da ex capogruppo di Forza Italia, eletto con circa 700 voti, sotto l'ala protettiva di Salvo Pogliese - il minimo per arrivare in Consiglio Comunale - dopo una serie di spaccature interne e di litigi, Messina rimane solo e finisce nel purgatorio delle assemblee, il gruppo misto. Da lì inizia un primo avvicinamento con il collega Ludovico Balsamo, anch'egli tra gli oppositori più accaniti dell'amministrazione Bianco, con il quale decidono di creare il gruppo di Fratelli d'Italia. Un ricollocamento sicuramente comodo per Messina, che torna alla sua casa madre, dopo i primi passi politici all'interno del Fronte della gioventù.

Le alleanze e i nuovi arrivi nel gruppo

E, proprio da qui, inizia l'operazione politica che l'ha portato al successo di oggi. Ovvero un fitto intreccio di alleanze e di "acquisti" che hanno portato all'interno del gruppo consiliare alcuni campioni di preferenze come Franco Saglimbene, storico esponente azzurro - avvicinato. come si mormora, con la promessa di un posto in Senato, garantito dalla vecchia legge elettorale, poi bocciata dalla Consulta - e, in ultimo, Carmelo Lombardo. Entrato in Consiglio con circa 1500 preferenze, Nicotra fa pace con Manlio Messina in agosto - dopo una serie di accuse reciproche anche pubbliche - giusto in tempo per essere presentato come candidato forte di Fratelli d'Italia alla Regione. Ed è così che Nicotra gode dell'appoggio di tutto il gruppo consiliare, ormai formato da quattro persone, ed ottiene un ottimo risultato che, tuttavia, non gli consente di essere eletto. 

Il risultato elettorale 

Quella del gruppo però è una sconfitta solo nominale. Superando di due punti percentuali a Catania la lista di #DiventeràBellissima, quella di FdI diviene di fatto una forza politica capace di poter pretendere qualcosa. Un risultato ottenuto, secondo le malelingue, anche grazie ad un logo in cui il nome del presidente Musumeci era in bella mostra, distogliendo in tal modo alcune preferenze dal listino personale. In tal modo Messina diviene il segretario provinciale del partito che ha preso la percentuale più alta, a cui, insomma, è difficile negare un assessorato o una candidatura nazionale.  Anche se, secondo alcuni, il suo arrivo a Palermo sarebbe un atto di sgarbo politico, prevalendo di fatto sui suoi compagni di partito, più forti in termini numerici. "Se il nostro logo  ha avuto maggiori benefici onestamente non saprei dirlo - dichiara Messina - Certo è che mediaticamente #Diventeràbellissima ha avuto un impatto più efficace del nostro, visto che se ne parla dal 2014". "Mi pare strano che noi, in un mese abbiamo potuto contrastarli", aggiunge. Sul candidato Nicotra, inoltre, specifica: "Carmelo è stato uno di quelli che ha contribuito al grande risultato della lista, è il piu votato di Catania del centro-destra con 2700 voti e sicuramente, come abitudine del nostro partito, avrà la visibilità che merita. Noi non siamo attaccati alle poltrone, lui è consigliere come lo sono io e torneremo a fare il nostro lavoro, decideremo succesivamente il da farsi". 

Il processo mai iniziato con l'accusa di truffa allo Stato

Manlio Messina è stato rinviato a giudizio a metà 2015, con l'accusa di avere percepito circa 30.000 euro di rimborsi indebiti da parte dell'amministrazione comunale per il periodo compreso tra il mese di novembre 2010 e gennaio 2012. Procedimento però mai iniziato e sempre rinviato, "non per colpa nostra" tiene a precisare Messina. "Non si capisce davver perché questo processo non sia ancora iniziato - dichiara Messina - Per sei anni mi hanno tenuto in questo stato, nonostante io sia sempre stato a disposizione della magistratura. Attualmente rimango imputato in questa vicenda senza tuttavia avere la possibilità di potermi difendere. Abbiamo anche nomitato domicilio nello studio del mio avvocato in modo da essere certi dell'invio di qualche notifica. Cosa che - conclude - non è ancora avvenuta".

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