Fava risponde a Impastato: "Nostro nome è un simbolo, non un film"

Dopo la polemica sollevata da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, sulla scelta di chiamare la lista a sostegno di Claudio Fava per le regionali "I cento passi", il candidato presidente risponde

Dopo la polemica sollevata da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, sulla scelta di chiamare la lista a sostegno di Claudio Fava per le elezioni regionali "I cento passi", il candidato presidente risponde e spiega le sue ragioni. 

''L'idea di chiamare questa nostra sfida 'Cento Passi per la Sicilia' è una scelta che abbiamo condiviso con Giovanni Impastato ben prima di presentare questo simbolo - argomenta Claudio Fava in un video pubblicato sulla propria pagina Facebook -  I Cento Passi è un'immagine che appartiene ai siciliani onesti. Per noi è la proposta di un grande patto civile di donne e uomini liberi. Questa immagine parla di Peppino Impastato come di Giuseppe Fava e di tutti gli altri caduti, tanti, per restituire dignità a questa terra. Stiamo parlando di un simbolo straordinario, non di un film''.

''Mi preme anche ricordare - prosegue - che 'I Cento Passi', ben prima di essere il titolo del famoso film, è il titolo di un capitolo che io, Claudio Fava, dedicai 25 anni fa a un mio libro sui molti delitti impuniti di mafia. Che poi, se qualcuno si offende perché Fava usa una frase di Fava e nessuno protesta se Musumeci usa una frase di Paolo Borsellino, è una cosa piuttosto curiosa''.

L'antefatto

Impastato aveva contestato questa mattina, in una nota, di non essere stato consultato né da Fava né dal suo staff riguardo l'eventualità di poter scegliere questo nome. "In questi giorni - aggiunge - abbiamo appreso che una lista per le prossime elezioni regionali ha nel simbolo la scritta: 'Cento Passi per la Sicilia'. È chiaro a tutti il riferimento a un film con quel titolo, ma pure a mio fratello Peppino, alla nostra storia e alle lotte che nel nome di Peppino abbiamo condotto in questi 40 anni, spesso in grande solitudine, per salvarne la memoria e ottenere giustizia. Non possiamo non sottolineare che coloro che hanno avuto un ruolo importante in questo percorso non sono stati neppure informati".

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