Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Istituto incremento ippico, lavoratori in agitazione ad Ambelia

Fp Cgil, Uil Fpl e Sadirs hanno organizzato un sit-in permanente: 8 dipendenti, vincitori di concorso, rischiano di perdere il posto di lavoro. La deputata del M5S Marano punta il dito contro il governo Musumeci

Otto dipendenti dell'Istituto incremento ippico, con sede a Catania, rischiano il posto di lavoro e scatta la protesta: hanno organizzato un sit-in permanente nella tenuta di Ambelia con le sigle sindacali Fp Cgil, Uil Fpl e Sadirs. La vertenza parte da lontano con una legge regionale che ha rimodulato la dotazione organica dell'istituto e che, in pratica, vede degli esuberi. Esuberi che dovevano essere ricollati in altri enti regionali o dipartimenti ma ache al momento sono messi "in disponibilità" con la riduzione del 20% dello stipendio e che potrà durare al massimo 2 anni, dopodiché se non dovessero trovare nuova collocazione potrebbero perdere il posto di lavoro.

"Non abbiamo avuto alcun riscontro da parte della Regione - dice Luca Crimi dell'Uil - e la protesta continuerà. In questo mese avremo due udienze e continueremo a chiedere risposte per dei dipedenti che rischiano il posto. Si tratta di dipendenti di circa 60 anni, vincitori di concorso e qualcuno con serie patologie. Questo è il frutto di una legge regionale fatta senza alcuna concertazione. Nonostante le rassicurazioni sul ricollocamento da parte dell'assessorato regionale ci troviamo in questa situazione".

Le sigle sindacali, inoltre, hanno attaccato il governo Musumeci che si è "prodotto in investimenti plurimilionari sulla tenuta Ambelia, struttura periferica dell’Istituto, situata guarda caso nel territorio natio del presidente, continuano a propagandare ai quattro venti le ragioni del rilancio della struttura".

"La manifestazione adesso in corso - continuano i sindacati - rientra nel programma di valorizzazione dell’Istituto, ma se si ricorre ai licenziamenti, ci chiediamo, come pensano di procedere? Ricorrendo alla formula del pubblico che ci mette i soldi e dei privati che ne traggono profitto?Lanciamo un appello ai rappresentanti Istituzionali, ai deputati che nel 2019 hanno votato una norma che va cambiata per un semplice fatto di giustizia, verso otto dipendenti e verso le loro famiglie, perché non è accettabile che una legge che presenta delle criticità, applicata nel peggiore dei modi, si risolva in un atto così cinico e inaccettabile".

L'intervento di Marano (M5S)

La deputata regionale Jose Marano è intervenuta con una nota per esprimere solidarietà agli otto lavoratori dell’Istituto. L’esponente pentastellata ha – a più riprese con interventi in aula, interrogazioni e risoluzioni in commissione – evidenziato il rischio della perdita dei posti di lavoro chiedendo un ricollocamento dei dipendenti considerati in esubero.

“Si sta compiendo il delitto perfetto del governo Musumeci - dice Marano - e che sta lasciando otto lavoratori nel baratro della disoccupazione e dell’angoscia. La vicenda dell’Istituto di Incremento Ippico rappresenta uno dei tanti paradossi di un governo regionale che si mostra ancora una volta nemico del buonsenso: da una parte si riempie Ambelia, feudo elettorale di Musumeci, di fiumi e fiumi di milioni. Dall’altra parte non si vuole trovare soluzione – che per altro ho indicato a più riprese anche con atti parlamentari – per il futuro dei lavoratori considerati in esubero”.

Poi ha aggiunto: “Intendo esprimere a questi lavoratori, che al momento sono 8, la mia massima vicinanza e la solidarietà per una vicenda tanto assurda quanto incredibile. Già durante la discussione del collegato 2019 ero intervenuta in aula per paventare il rischio esuberi all’interno dell’Istituto chiedendo una soluzione ragionevole, ossia quella di ricollocare presso altri enti regionali i dipendenti. Per conto del governo l’assessore Falcone smentì qualsiasi ipotesi di licenziamenti e parlò di pronta ricollocazione. A settembre del 2020 ho presentato una nuova interrogazione sulla pianta organica chiedendo chiarimenti e poi ho sollecitato una audizione in commissione con assessore e parti sindacali. Del tanto atteso ricollocamento non si è vista traccia, eppure durante le discussioni della legge di stabilità e di altre norme finanziarie ho presentato diversi emendamenti destinati a chiedere proprio il passaggio di questi lavoratori presso altri enti o presso il dipartimento Foreste”.

“Adesso ci sono otto padri di famiglia che da luglio hanno visto la sospensione del rapporto di lavoro e con l’unica garanzia l’80% dello stipendio per 24 mesi. Si tratta di persone che non si potranno ricollocare facilmente nel mondo del lavoro vista la non più giovane età e qualcuno di loro ha anche delle patologie piuttosto serie. Il governo regionale quindi rispetti gli impegni presi e non faccia orecchi da mercante: non si può giocare con la vita delle persone”, conclude.

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