Salvini a Catania, i sindacati gli scrivono: "Preoccupati per il dissesto"

Il ministro dell'Intero Matteo Salvini sarà oggi nel capoluogo etneo per visitare la Geotrans, azienda confiscata alla mafia. I sindacati Cgil, Cisl, Uil ed Ugl hanno scritto una lettera dove chiedono si dicono preoccupati per il dissesto economico-finanziario

Il ministro dell'Intero Matteo Salvini sarà oggi nel capoluogo etneo per visitare la Geotrans, azienda confiscata alla mafia. Per l'occasione i sindacati Cgil, Cisl, Uil ed Ugl hanno scritto una lettera aperta al vicepremier dove si dicono preoccupati per la situazione del dichiarato dissesto economico-finanziario della città.

"llustre signor vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini le segreterie provinciali di CGIL, CISL, UIL e UGL le danno il benvenuto a Catania, in un momento di particolare inquietudine e drammaticità per la comunità a causa della critica situazione finanziaria in cui versa il Comune capoluogo su cui grava la proclamazione del dissesto da parte della Corte dei Conti. Siamo certi, comunque, che la sua presenza rappresenti l’attenzione del governo nazionale a una città e a un territorio in cui le forze sociali e imprenditoriali, col supporto concertativo delle amministrazioni comunali, in questi anni difficilissimi di crisi e di impoverimento, si sono impegnate per creare opportunità di sviluppo e spingere affinché si potessero cogliere tutte le opportunità possibili di finanziamento, necessarie alla ripresa del tessuto economico e produttivo e alla coesione sociale".

"Fulcro di tale impegno è stata la Cabina di regia, fortemente voluta da noi, per proporre e monitorare quella importante fase di programmazione per rilanciare il territorio, città e area metropolitana con investimenti pubblici, gli interventi previsti dai Patti per Catania e per il Sud e dal Pon Metro, e privati, per una spesa complessiva di 2 miliardi e 448 milioni di euro. Si tratta di investimenti e progetti, alcuni dei quali già avviati, che stanno cominciando a cambiare il volto della città: è il caso del Molo di Levante, del completamento della rete di metanizzazione della città, dell’estensione della metropolitana, del recupero del Corso dei Martiri, del rinnovamento della flotta di trasporto pubblico ma anche degli orti sociali, del recupero di immobili per l’emergenza abitativa; nonché alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico degli istituti scolastici".

"Oggi, però, l’emergenza che sta vivendo il Comune di Catania con la proclamazione del dissesto finanziario, ci preoccupa fortemente: da un lato, temiamo per il futuro dei lavoratori coinvolti (dipendenti comunali dei servizi, delle partecipate, precari comunali, dirigenti a scadenza di contratto, lavoratori delle cooperative sociali e delle imprese creditrici) e per l'efficienza dell'apparato amministrativo; dall’altro, perché a rischio ci potrebbe anche essere la predisposizione dei progetti esecutivi relativi proprio alle opere pubbliche del Patto per Catania".

"Tutto ciò, assieme al rinvio al 2020 dei fondi destinati alle periferie, ci angoscia ulteriormente: se dovesse tradursi nell’ennesimo ritardo e al blocco di cantieri e opere pubbliche essenziali, le ricadute dal punto di vista occupazionale e infrastrutturale sarebbero gravissime per un territorio già fortemente penalizzato dagli anni di crisi e disoccupazione e ne metterebbe a rischio la tenuta sociale. Catania vuole e deve tornare a essere una città virtuosa, per poter guardare con speranza a un futuro migliore. Un obiettivo per il quale è nostro dovere continuare a lavorare, in sinergia e col pieno sostegno delle istituzioni".

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