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Botta e risposta tra Barbagallo (Pd) e Balsamo (FdI) dopo l'inchiesta Sipario

L'esponente etneo dei democratici aveva parlato di una "spregiudicata campagna acquisti del centrodestra" e l'assessore della giunta Pogliese ha replicato facendo riferimento "alle intercettazioni imbarazzanti che lambiscono Villari"

"Troppi cambi di casacca tra i consiglieri comunali di Catania, fin troppo spregiudicata la campagna acquisti del centrodestra. Preoccupa il quadro che emerge dall'inchiesta Sipario della procura di Catania, che nei giorni scorsi ha disvelato un profondo intreccio politico-mafioso-clientelare. Oltre a numerosi esponenti vicini o organici alla criminalità catanese, è stato coinvolto direttamente il vicepresidente della Municipalità di Librino, eletto nelle fila del centrodestra, e figure politico-istituzionali del Comune e non solo".

Con queste parole il deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo ha innescato una dura polemica a cui è seguita la replica dell'esponente di Fratelli d'Italia, nonché assessore comunale, Ludovico Balsamo. 

"Dalle ancora parziali notizie che doverosamente gli inquirenti valuteranno - ha aggiunto ancora  Barbagallo -, si scorgono modalità inaccettabili di condurre l'attività politica ed elettorale, opposte rispetto a quelle che il Pd e il centrosinistra hanno sempre portato avanti. Non possiamo non constatare che quanto emerge dall'inchiesta avviene in un quartiere assai complesso come Librino dove proprio nel periodo oggetto delle indagini, il 2018, la coalizione di centrodestra del sindaco Pogliese ha avuto il suo massimo risultato elettorale. Ecco perché chiediamo che chi di competenza svolga ogni approfondimento necessario per chiarire la vicenda. La città - conclude il segretario dem - merita che sia fatta piena luce".

A stretto giro di posta ha replicato Ludovico Balsamo: "Sul fronte dei comportamenti e della moralità nell’azione politica e amministrativa non accettiamo lezioni da nessuno, tantomeno da chi tenta di scaricare su altri la responsabilità di essere il padrino politico di ex sindaci arrestati o di comuni sciolti per mafia, come Trecastagni, feudo elettorale dell’onorevole Barbagallo. Siamo noi, semmai, a chiedere chiarezza agli organi competenti sulle relazioni clientelari con ambienti non trasparenti, a Catania come in provincia, dei soggetti politici a ogni livello. A cominciare dalle intercettazioni a dir poco imbarazzanti che lambiscono il responsabile provinciale del Pd Angelo Villari durante le scorse elezioni regionali, quando proprio al comune di Catania si registrarono i cambi di casacca di ben nove consiglieri comunali, dal centrodestra al centrosinistra senza che Barbagallo si scandalizzasse".

Poi ha proseguito: "Da diverso tempo abbiamo registrato, senza mai replicare, dichiarazioni tanto idrofobiche dell’onorevole Barbagallo quanto sommamente ipocrite, anche perché è noto quanto lavoro abbiano dovuto sviluppare gli inquirenti per gli illeciti consumati dal centrosinistra a Catania, dal buco di bilancio agli arresti di dirigenti e funzionari di fiducia dell’ex sindaco Bianco,  alle inchieste sulle infiltrazioni di comuni amministrati da quell’area politica e gravi accuse di voto di scambio ad altri esponenti. Si rassereni Barbagallo, che ricordiamo nitidamente scodinzolante e appagato da laute prebende nelle file del centrodestra ed  eviti uscite così scomposte che per lui sono dei boomerang, soprattutto con l’Amministrazione Comunale del sindaco Pogliese, che sta sanando i guasti di un quinquennio di malgoverno causato dalla pessima amministrazione comunale del quinquennio 2013-2018 e dal governo regionale guidato da Crocetta ed eterodiretto da Montante, di cui lo stesso Barbagallo era silente assessore”.

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