Scuola

Elezioni universitarie, le associazioni sollevano il "caso" autocertificazioni

Ripartiamo Unict denuncia la presenza di autocertificazioni per la presentazione delle liste elettorali. I GD parlano di metodi da "azzeccagarbugli"

Autocertificazioni ammesse per la presentazione delle liste elettorali nel corso delle elezioni universitarie. Il caso è stato sollevato da alcune sigle del mondo accademico tra cui Ripartiamo Unict che ha dichiarato: "Comprendiamo che bisogna essere più accomodanti e di larghe vedute verso i giovani che vogliono spendersi per gli altri e per la loro università. Comprendiamo pure che sia l’anno della pandemia e di autocertificazioni ne abbiamo abusato, ma le regole sono fondamento dello Stato di Diritto e non è possibile eluderle con una autocertificazione".

Secondo l'associazione la commissione elettorale per le elezioni studentesche, riunitasi il 13 maggio, avrebbe deciso di accogliere l’istanza di un’organizzazione studentesca la quale aveva presentato le proprie liste elettorali oltre il termine perentorio stabilito dal relativo decreto rettorale alle ore 24 dello scorso 30 aprile. 

"Tale organizzazione sarebbe l’unica a lamentare presunti malfunzionamenti del sistema informatico - dice la nota di Ripartiamo Unict -  predisposto dall’ateneo e la commissione elettorale supportata dall’ “autorevole” parere dell’avvocatura d’Ateneo ha deciso, alla maniera del Re Salomone, “di ammettere con riserva le predette liste e candidature, onerando gli istanti a fornire autocertificazione. La commissione, dunque, afferma che basta una autocertificazione per affermare di essere rispettosi delle regole".

"Il rischio è palese: da un punto di vista amministrativo è evidente la violazione del principio di buono andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione stabilito dalla Costituzione, da un punto di vista penale è evidente come chiunque sarà così sprovveduto da autocertificare un falso (ergo di aver presentato le famigerate liste entro l’orario) potrà essere punito ai sensi dell’art. 483 del Codice penale", aggiungono gli studenti.

Ripartiamo UniCT dichiara sin da ora di volersi opporre al provvedimento preso dalla commissione elettorale, che si allega alla presente nota stampa, stante che con l’aiuto dei nostri legali stiamo già lavorando per ricorrere al Tar e richiederne l’annullamento o e ci stiamo anche riservando di presentare un esposto alla Procura della Repubblica.

I Giovani Democratici definiscono la mossa della autocertificazione da "perfetti “Azzecca-garbugli”, ad ottenere il reintegro (con riserva) delle proprie
candidature, in barba ai tanti gruppi che con puntualità e dedizione hanno svolto il lavoro burocratico nei modi e nei tempi previsti. Il trucco? Autocertificare!".

"L’associazione “Alleanza Universitaria” ha ben pensato di ricorrere ad uno strumento di cui, in questo tempo di pandemia, siamo tutti muniti: varie autocertificazioni fatte pervenire alla commissione elettorale attesterebbero i tentativi falliti di inoltro delle suddette candidature entro i
tempi previsti rendendo così le suddette ammissibili, seppure con riserva. Una storia che racconta come persino dentro l’ateneo, casa del Sapere e fucina delle future classi dirigenti, si prediliga l’escamotage, il sotterfugio, la scappatoia, l’astuzia da “Azzecca-garbugli” all’approccio serio e rispettoso verso la funzione che ci si candida a ricoprire: rappresentare e tutelare l’interessi degli studenti tutti", aggiungono i GD.

"Siamo convinti che il rispetto delle regole sia misura della serietà nell’approcciarsi alla rappresentanza e ci sconcerta dover rilevare simili furberie, nocive non solo dell’effettiva tutela degli studenti ma anche dell’intero sistema democratico sul quale si fonda il più antico Ateneo della Sicilia", conclude la nota.

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