Emergenza Coronavirus, commerciante catanese scrive al Premier Conte

Sono Giovanni Nania, un cittadino Italiano fiero di esserlo e che ha costruito la sua vita e quella dei suoi famigliari basandosi sul lavoro e sul rispetto delle regole che purtroppo in Italia non è  sempre possibile rispettare ma mi sono sempre  impegnato al massimo per farlo.

Non voglio, con questa lettera, entrare in un confronto politico per valutare e/o esprimere la mia opinione personale sulle scelte recenti e meno recenti del suo Governo, perche la mia opinione  ha come fondamenta un  diverso orientamento, e non voglio farlo anche perché questo è il momento della responsabilità comune, della solidarietà per tutti, del totale coinvolgimento di tutta la Nazione per arrivare ad un epilogo positivo. Certo in futuro ricorderemo i nostri concittadini che sono morti in questa circostanza, li ricorderemo con il rispetto dovuto anche perché alcuni di loro non avranno avuto le esequie in un dignitoso funerale.

Le scrivo,  invece,  per sottoporre alla sua attenzione, in modo tale che se lo ritiene possa prendere qualche spunto dalla vita reale e non virtuale per le sue riflessioni che da qui a breve dovrebbero impostare e gestire la nostra vita quotidiana per i prossimi giorni e mesi a venire, perche diciamocelo chiaramente il COVID 19 trasformerà senza alcun dubbio la vita futura di intere generazioni.

Gli spunti che vorrei portare alla sua attenzione sono :

- PAGAMENTI 

Come Lei ben saprà dagli anni 70’ in poi e ancor più negli anni recenti  il sistema dei pagamenti in Italia si regge sul c.d. ASSEGNO POST DATATO, inutile negare la sua esistenza; negarlo vorrebbe dire non accettare la realtà dei fatti. L’assegno post-datato circola indisturbato da quando negli anni ’70 la bene amata “CAMBIALE” dove lo stato percepiva e percepisce un bollo è stata soppiantata appunto dal titolo di credito in questione; non voglio impegnare il suo prezioso tempo per disquisire sull’argomento tecnico (parlerei del rispetto delle regole di cui sopra....) perché tutti sanno che esistono gli assegni post datati e molte banche fondano le esposizioni dei fidi dei loro Clienti su questo strumento; con il deposito in banca di tali assegni  il cd  “sconto”, che non si deve sapere, un cliente (artigiano, commerciante, industriale...) riceve i fidi comportandosi esattamente come accadeva tanti anni fa con le Cambiali scontando grandi volumi di crediti (il boom degli anni ’50 fu fondato sul pagherò della cambiali); solo che lo sconto della Cambiale era ed è legale ... mentre quello degli assegni post datati era ed è illegale. 

Il richiamato rispetto delle regole che tutti incitano ma POCHI attuano !!!

E allora tornando a questi giorni, come dovrebbe fare (cioè pagare !!) l’artigiano che ha emesso un assegno post datato per acquistare una fornitura di merce, del  materiale di consumo o semplicemente un attrezzatura ? ... o un Commerciante che per ricevere la merce relativa alla vendita dei prossimi mesi ha emesso a Dicembre o anche a Gennaio o Febbraio degli assegni post datati a Marzo, Aprile o Maggio ? e questi titoli portati dal fornitore in banca hanno generato tramite i fidi una liquidità che non potrà rientrare perche con le attività chiuse la liquidità di ritorno non esiste più; e quindi che  fine faranno questi titoli se non potranno essere pagati visto che le attività sono aperte in base al Suo Decreto del 9 Marzo ma di fatto hanno sospeso l’attività? Ha pensato a dei rimedi ?

Le chiedo però di non rispondermi dicendo che emettere assegni post datati non è corretto e non è legale... , perchè il paventato illecito amministrativo che tanti commettiamo, che tanti sanno ma nessuno ammette, potrebbe trasformarsi velocemente nei prossimi giorni in illecito con conseguenze anche penali; ma a questa stregua dovrebbe far chiudere tante banche da Nord a Sud, da Est a Ovest ...perchè il reato, cosi come ricordo dal Diritto Bancario lo commette sia il traente il titolo ma anche il beneficiario  e sicuramente il  “detentore”  quindi anche le Banche. 

La mia domanda a Lei, cosa succederà adesso con le attività chiuse che non possono raccogliere liquidità per far fronte ai pagamenti ? cosa succederà a questa moltitudine di assegni impagati e insoluti a prima presentazione ? 

ATTIVITA COMMERCIALI e PRODUTTIVE

Ieri in televisione ho seguito con molta attenzione la conferenza stampa con la quale annunciava l’estensione della zona a mobilità limitata su tutto il territorio nazionale esprimendo quel concetto che ormai imperversava in molti spot pubblicitari , sui social e altro “IO STO A CASA”, vorrei capire, e come me penso tanti italiani , ma come si fa a stare in casa e al tempo stesso andare a lavorare; l’Italia, come citato nell’Art 1 della Costituzione, è una Repubblica fondata sul LAVORO ..... è vero ! quindi il suo Governo non può chiedere ai datori di lavoro , agli artigiani, agli operai, ai liberi professionisti, agli industriali, agli impiegati di stare a casa evidenziando il motto “IO STO A CASA” per evitare la diffusione del COVID 19 e al tempo stesso incitarli ad andare a lavorare per mantenere attivo il sistema produttivo italiano?  Mi può spiegare perche il percettore di un qualunque sussidio che può andare dalla NASPI al CIG al  Reddito di Cittadinanza  può stare a casa e rispettare le regole del DPCM dell’9 marzo,  e quindi,  tutelare la sua salute, quella dei suoi cari e in generale della collettività tutta, mentre chi osserva e rispetta con molto impegno il contenuto del citato Art 1 della Costituzione non ha le stesse tutele anzi viene sollecitato da Lei per continuare ad andare a lavoro?

-  CENTRI COMMERCIALI

Questo provvedimento con molta sincerità e con tanta buona volontà non riesco proprio a capirlo  e mi attendo da lei una risposta anche in qualità di Avvocato.

Molti sappiamo le origini dei Centri Commerciali, nati durante uno sviluppo commerciale negli anni ’80  di talune aree negli USA e poi mutuato in Europa e in Italia dove nell’ultimo ventennio questo sviluppo ha avuto sicuramente anche un notevole ruolo sociale quale forma di aggregazione inter-comunale, inter-provinciale, inter-regionale  e talvolta inter-nazionale e cito per tutti il Sicilian Outlet Village che probabilmente lei non conosce. Questo centro commerciale si trova in un territorio extraurbano sicuramente lontano dai centri abitati e fedele allo logica dei centri commerciali nati in America. Adesso mi chiedo e le chiedo,  la chiusura obbligata del Sabato e della Domenica è  stata frutto della valutazione storica sugli accessi nei centri commerciali ... ma quando ?  a Ottobre , a Novembre e forse a Gennaio ? ma non sicuramente a Febbraio o a Marzo e soprattutto no dopo l’emanazione del DPCM del 8 marzo;  quindi le chiedo con il DPCM del 9 marzo che senso ha comunicare alle persone lo slogan IO STO A CASA... se poi gli italiani, brava gente,  dovrebbero fare l’auto certificazione per andare al Centro Commerciale che come nel caso citato si trova fuori dal perimetro urbano propri per coprire più aree metropolitane ?  e quali sarebbero i beni di prima necessità da trovare nel tal Centro Commerciale ? 

Perché i beni alimentari e quelli di prima necessità  si trovano tranquillamente in aree urbane ! 

Signor Presidente, spero di non averla infastidita con questa lettera e terrei molto alle sue risposte, perché noi Italiani, e intendo dire Io, Lei tutti noi ce la faremo senz’altro, ma ognuno di noi dovrà fare la propria senza indugi e con molto coraggio, perché questo è il tempo delle scelte, è il tempo del coraggio e se ne usciamo bene lasceremo ai nostri figli, ai nostri nipoti un mondo migliore soprattutto ritengo in ambito ambientale e nelle relazioni sociali perche la “vita”, quella per la quale stiamo lottando ogni giorno per difenderla, ci siamo accorti, e lo avevamo dimenticato vivendo in un’epoca virtuale, che è un bene prezioso che vale la pena difendere ad ogni costo.

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