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Corteo contro le restrizioni anti-Covid: petardi contro le forze dell'ordine alla fine della protesta

Commercianti, ristoratori, imprenditori e semplici cittadini hanno colto l'occasione ieri notte per riunirsi e gridare al megafono la loro rabbia contro le pesanti limitazioni che dovrebbero allegerire le corsie degli ospedali, colpendo però duramente dei settori già ampiamente provati dal primo lockdown

 

Le diverse realtà sociali e politiche che contestano i provvedimenti restritttivi introdoti dal nuovo Dpcm appena varato dal Governo, si sono date appuntamento ieri sera alle 22 di fronte la prefettura di via Etnea. Commercianti, ristoratori, imprenditori e semplici cittadini hanno colto l'occasione per riunirsi e gridare al megafono la loro rabbia contro le pesanti limitazioni che dovrebbero allegerire le corsie degli ospedali, colpendo però duramente dei settori già ampiamente provati dal primo lockdown. In capo al corteo, che si è poi separato giungendo fino in piazza Duomo, c'era il coordinatore regionale di Forza Nuova, Giuseppe Bonanno, seguito da alcune decine di manifestanti e da una bandiera tricolore. Tra le tante anime anche qualche negazionista, convinto che il Coronavirus non sia poi così pericoloso per la salute pubblica e che si stia cogliendo l'occasione per imporre delle limitazioni ingiustificate alla libertà personale. Non sono mancati gli slogan, anche pesanti, contro il Governo nazionale e regionale, ma all'inizio tutto è filato liscio, con il centro storico blindato in maniera "soft" dalle volanti e dall'occhio vigile della digos.

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Dopo lo scattare del coprifuoco, intorno alle 23.30  alcuni facinorosi hanno però cambiato le carte in tavola, gettando petardi contro le forze dell'ordine e rovinando il finale con dei fumogeni e perfino scazzottate interne. Segno evidente di dissidi e nervosismo anche all'interno delle frange più violente. Le forze dell'ordine in assetto antisommossa no hanno risposto alla provocazione, mantenendo le righe ed identificando, già ieri sera, alcuni partecipanti.

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