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Belpasso, Comune ammesso come parte civile in un processo per mafia

Il procedimento penale riguarda presunte estorsioni e minacce da parte di soggetti legati al clan “Santapaola-Ercolano” ai danni di due imprenditori di Belpasso

Il Comune è stato ammesso come parte civile nel corso dell’udienza di giovedi 29 del processo che si sta celebrando innanzi al Tribunale Penale di Catania e che riguarda alcuni fatti di mafia accaduti nel 2005 ai danni di imprenditori di Belpasso. Il procedimento penale, presidente Roberto Camilleri - riguarda presunte estorsioni e minacce da parte di soggetti che avrebbero agito in nome dell’associazione di tipo mafioso, operante anche nel territorio di Belpasso, storicamente denominata clan “Santapaola-Ercolano”.

Le persone offese dai reati sono due cittadini del Comune di Belpasso che sono stati titolari delle aziende sottoposte ad estorsione. Ragioni per le quali l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Daniele Motta, ha ritenuto di chiedere la costituzione di parte civile nel processo, con deliberazione di Giunta del 18 Ottobre scorso, affidandosi alla tutela legale dell’avvocato Riccardo Frisenna. La richiesta è stata accolta nel corso dell’udienza di ieri che ha aperto il dibattimento. La prossima udienza è stata fissata per il 28 Marzo 2019.

“Tra le prime decisioni che abbiamo preso appena insediati - commenta il sindaco Daniele Motta - c’è stata quella di costituirci parte civile in tutti i processi per mafia che investono il nostro territorio e i cittadini di Belpasso. Lo riteniamo un atto dovuto, nulla di speciale o eroico, perché il richiamo e la ricerca della legalità non rappresentano fatti speciali, ma rientrano nella normalità delle cose. La legalità è infatti una precondizione della vita civile, è la base per le relazioni sociali, per una crescita sana, perché ci siano condizioni di equità tra tutti i cittadini e quindi per esercitare proficuamente il nostro compito di governo. Se la società viene inquinata dal crimine, non può esserci alcun progresso e anche per queste ragioni la nostra è una terra martoriata e sofferente. L’amministrazione comunale ritiene doveroso combattere ogni possibile battaglia, con mezzi legali, per contrastare il fenomeno mafioso, a sostegno e in rappresentanza di tutti i cittadini operosi e onesti. Dove le condizioni di legge ce lo consentono, continueremo a costituirci parte civile nei processi per fatti di mafia, per esprimere il costante desiderio di riscatto di questa nostra città”.

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