Cara di Mineo e la truffa del badge da 1 milione di euro: i nomi dei sei indagati

Tra i sei indagati nella nuova inchiesta della procura di Caltagirone ci sono dirigenti e funzionari della struttura di accoglienza dei richiedenti asilo, nonchè i vertici delle cooperative coinvolte

Tra i sei indagati nella nuova inchiesta della procura di Caltagirone ci sono dirigenti e funzionari della struttura di accoglienza dei richiedenti asilo, nonchè i vertici delle cooperative coinvolte.

Si tratta di Sebastiano Maccarrone, direttore del Cara; Salvo Calì, presidente del consiglio di amministrazione della Sisifo, consorzio di cooperative capofila dell'Ati fino a ottobre 2014; Giovanni Ferrera, direttore generale consorzio Calatino Terra d'accoglienza; Roberto Roccuzzo, consigliere delegato Sisifo; Cosimo Zurlo, amministratore della 'Casa della solidarietà', consorzio coop dell'Ati fino da ottobre 2014 ad oggi, e Andromaca Varasano, contabile del nuovo Cara Mineo.

Agenti della Squadra mobile di Catania e del commissariato di Caltagirone hanno compiuto perquisizioni a Catania e nei comuni di Giarre, Riposto e Mineo, a Palermo, Roma, Ragusa e Matera.

COMMISSIONE INCHIESTA SU CENTRI ACCOGLIENZA A MINEO IL 7 LUGLIO - La Commissione d'inchiesta sui centri di accoglienza, si recherà al Cara di Mineo il prossimo 7 luglio. Lo annuncia in una nota Federico Gelli, deputato del Pd e presidente della Commissione, ricordando - dopo gli arresti di oggi - che la Commissione "dal suo insediamento, ha messo a fuoco le complesse vicende legate alla gestione del Cara di Mineo, purtroppo caratterizzate da una situazione di illegalità diffusa e ancora una volta oggetto di iniziative giudiziarie". "Abbiamo seguito l'evoluzione dell'inchiesta della procura di Caltagirone, come quelle di altre procure - prosegue Gelli - svolgendo numerose audizioni dei magistrati e suggerendo noi stessi spunti di indagine. La Commissione, a distanza di un anno dalla prima volta, si recherà di nuovo in missione ufficiale al Cara di Mineo il prossimo 7 luglio e nelle prossime settimane presenterà al Parlamento una relazione per ricostruire e fare chiarezza sulle vicende della gestione di quel centro fin dalla sua istituzione".

MAFIA CAPITALE - L'inchiesta sul Cara di Mineo è una costola di "Mafia Capitale". Dall'analisi della contabilità, relativa alle presenze giornaliere dei migranti ospiti del Cara sarebbe saltata fuori la corresponsione di importi superiori a quelli dovuti. La gara per la gestione triennale del Cara di Mineo, indetta il 24 aprile del 2014 per un importo di 97 milioni di euro, fu ritenuta illegittima dall'Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone il 15 febbraio del 2015. Eseguite perquisizioni presso società che hanno sede in tutto il territorio nazionale.

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TRUFFA DEL BADGE AL CARA DI MINEO - Quando i migranti vengono condotti al Cara viene loro consegnato un badge per usufruire di tutti i servizi e per entrare ed uscire dal centro. La prefettura paga, per ogni ospite, 35 euro. Gli indagati sono accusati di avere gonfiato il numero dei migranti, anche mediante la certificazione della loro presenza laddove invece si erano allontanati da tempo. Il fatto è che le assenze, attrverso i badge, sono registrate in via informatica nel sistema del Cara e l’incoerenza dei dati forniti spesso in forma cartacea alla prefettura, e’ apparsa evidente incrociando la documentazione.

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